Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
12/10/2014
Bamboccione assente e il Nord Corea spera in un colpo di Stato
L’assenza di Kim Jong Un all’anniversario del Partito dei Lavoratori alimenta sospetti su una sua possibile destituzione. Se qualcuno ha agito, lo ha fatto da dentro i palazzi del potere di Pyongyang. Il 3 settembre l’ultima apparizione in pubblico con la moglie Ri Sol-ju. Da allora è scomparso.
La notizia dell’assenza di Kim Jong Un alle celebrazioni del 69° anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord ha innescato nuovi sospetti sulle sorti del giovane dittatore. Al rito laico di mezzanotte, andato in scena come tradizione al ‘Palazzo del Sole’ di Kumsusan nella capitale Pyongyang, il presidente nordcoreano ha reso omaggio alle tombe di suo padre, Kim Jong Il, e di suo nonno, Kim Il Sung, solo con un cesto di fiori. Mai accaduto che l’erede della dinastia rossa non partecipasse a questo appuntamento, tra i più importanti a livello istituzionale.
Era il 3 settembre quando il leader ha fatto la sua ultima apparizione in pubblico. Da allora è praticamente scomparso. I media di regime fanno scudo sulla faccenda. Eppure qualche brusio è stato inevitabile. L’agenzia di Stato Central News Agency ha diffuso l’elenco delle personalità istituzionali e politiche presenti all’anniversario del partito, senza menzionare il suo nome. Difficile non notarlo, anche nella Corea del Sud, sempre attenta a ciò che accade a Pyongyang. Precarie condizioni di salute del 31enne dittatore, s’era detto, problemi alle caviglie per il suo peso eccessivo.
Ma l’ipotesi più realistica a questo punto è quella di un golpe con la destituzione di Kim Jong Un. Seoul dice di non saperne niente. Le voci su presunti golpe in Corea del Nord si rincorrono da decenni, ogni qualvolta il leader di turno non si è fatto vedere in pubblico per periodo prolungato. Tra gli anni ’50 – ’60, le Guardie Rosse cinesi sostennero che era stato eliminato un gruppo di ufficiali dell’esercito, accusati di aver tentato di imprigionare Kim Il Sung. Notizie simili nel 1970 e nel 1992 quando ci fu un altro tentativo di golpe sostenuto dal Cremlino. Nel 1998 altre tensioni.
Tentativi/speranza di golpe dal nonno Kim il Sung al nipote sovrappeso. Un giovanotto tutt’altro che tenero. Ne sa qualcosa suo zio, il potente generale Jang Song-thaek, giustiziato insieme a buona parte dei famigliari nel dicembre 2013 con l’accusa di aver accentrato nelle sue mani troppo potere. Ma quel clima di terrore che si respirava fino a pochi mesi fa adesso sembra essere cambiato. E c’è chi sostiene che questa assenza di Kim Jong Un rientri in una sua strategia diplomatica per consentire ad emissari di tentare di ricucire i rapporti commerciali, soprattutto con la Corea del Sud.
Dubbi sul golpe da Pechino dove il governo non ha segnalato nessun vistoso aumento nei flussi di rifugiati nordcoreani che provano ad attraversare il fiume Yalu. A Pyongyang regna una calma che stride con le minacce urlate di Kim Jong Un. Un silenzio da intrigo di palazzo per arrivare alla eliminazione del leader. Trama - se accaduto - con la complicità di persone del suo entourage: uomini di fiducia come medici o massaggiatori che ogni giorno hanno contatti ravvicinati col leader, curandosi della sua alimentazione, della sua salute, del suo benessere e dei suoi non pochi svaghi.
Chi potrebbe sostituire dunque Kim Jong Un? Certamente non arriverà la democrazia. E la dinastia dei despoti Kim potrebbe perpetuarsi attraverso la sorella Kim Yo Jong su cui si sa pochissimo. Nata presumibilmente alla fine degli anni Ottanta, nel marzo scorso è comparsa sulla televisione di stato in qualità di alto funzionario del governo. Pare sia una delle poche persone che può avere accesso alle stanze di Kim Jong Un senza alcun tipo di restrizione. Sarà lei a prendere il posto di suo fratello? Sempre che resti sulla Corea del Nord la condanna di appartenere alla genia dei Kim.
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