Una rassegna stampa da brivido questa mattina. Il Tirreno è sulla rampa dell'eccitazione per la situazione che si è creata in città con gli avvisi di garanzia su Aamps. Certo, i protagonisti gli danno una grossa mano per eccitarsi ancora di più. Una situazione prevedibile e prevista da noi almeno 5 mesi fa quando iniziammo a parlare di romanizzazione di Livorno in vista delle elezioni amministrative nelle grandi metropoli che vedevano Renzi in difficoltà ovunque e con almeno 2 città a rischio di perdita secca (Napoli e Roma). No, noi non siamo fenomeni e nemmeno veggenti. Conosciamo però le regoline base del rapporto tra media e potere nel 2016.
In questi giorni, però, i protagonisti politici stanno superando in modo esilarante anche i mediocri giornalisti embedded. Non poteva mancare il trio dei giullari renziani (Bellandi, Bacci e Caruso) che attaccano frontalmente Nogarin e ne chiedono le dimissioni (a differenza del paraculo del loro capo) dimenticandosi che la magistratura ha messo mano ai bilanci Aamps 2012, 2013, 2014, cioè per un periodo che nella misura dell'83% ha riguardato la loro amministrazione. E gli altri capi di accusa che riguardano il sindaco sono legati all'assunzione dei 33 precari, chiesta a UNANIMITÀ dal consiglio comunale, e il licenziamento di un CdA. Semmai l'unica cosa fondata che appare questa mattina in mezzo a questi deliri piddini e alle loro facce di bronzo, è una critica alla performance televisiva del sindaco su LA7. Infatti, tutto quello di cui stiamo parlando c'entra poco o nulla con il concordato ed i libri contabili in tribunale. A LA7 Nogarin ha scelto uno slogan comunicativo da talk show come Casaleggio insegna(va): "I libri in tribunale li abbiamo portati noi". Ma sappiamo tutti che rimane uno slogan e che nei talk show probabilmente funziona. Ma non spiega quello che è successo e a nostro avviso Nogarin poteva anche dire la verità, perché rispetto a Lodi ed altri arrestati o inquisiti sarebbe stato un altro mondo anche se avesse raccontato le vicende più complesse di questi avvisi. Certo, gli errori politici e amministrativi ci possono anche essere stati ma non c'entra nulla con le ruberie e la questione morale che viene abusata con quintali di retorica.
E allora perché i 5 Stelle hanno scelto questa difesa? Perché il livello della propria base è quello espresso, sempre sul Tirreno, dalla consigliera comunale di Rosignano. Un bel colpo giornalistico che mostra la totale mancanza di cultura politica di un movimento cresciuto a pane, urli, tintinnio di manette e una presunta superiorità morale accompagnata da una reale sopravvalutazione delle proprie capacità e competenze. Tutte cose che ora si stanno trasformando in un boomerang per il M5S. Le dichiarazioni di Di Maio sul rischio di immagine per il suo movimento alimentano poi questa bolla di presunzione insieme ad i rischi per Nogarin. Comprensibile solo in parte perchè reazione ad un reale accerchiamento politico e mediatico da parte dei poteri forti locali e nazionali.
Alla fine della lettura di giornali e web di questa mattina un cittadino qualsiasi dovrebbe dire: "Mani in alto, siamo circondati da nani e ballerine". E invece bisogna reagire perché mentre noi si commenta le puntate di Beautiful e le polemiche elettorali, i poteri ancora più forti si stanno prendendo acqua, sanità e beni comuni. Non perdiamo quindi troppo tempo con queste polemiche che non sono altro che armi di distrazione di massa.
Redazione, 10 maggio 2016
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