| Mustafa Badreddine (foto Ap) |
Da parte israeliana non ci sono ancora conferme alla notizia riferita con evidenza da tutti i mezzi d’informazione arabi. I media israeliani invece sostengono che da varie indicazioni non apparirebbe un collegamento tra la morte di Badreddine e lo Stato ebraico.
Badreddine è l’esponente di Hezbollah più importante colpito da Israele dal 2008, anno in cui sempre a Damasco gli agenti segreti dello Stato ebraico uccisero Imad Mughniyeh, storico comandante militare della guerriglia libanese. Badreddine aveva preso il posto proprio di Mughniyeh e da tempo guidava le operazioni militari di Hezbollah in Siria, dalla parte del presidente Bashar Assad, dove aveva partecipato alla battaglia per la riconquista della città di Qusair nel 2013, fondamentale per le sorti dell’esercito governativo siriano.
Si attende perciò una forte reazione di Hezbollah, che peraltro l’anno scorso aveva visto Israele eliminare sempre in Siria altri due suoi alti ufficiali: Jihad Mughniyeh, figlio del comandante ucciso nel 2008, e Samir Kuntar, rimasto detenuto per quasi 30 anni in Israele prima di essere liberato otto anni fa in uno scambio tra lo Stato ebraico e il movimento sciita libanese.
La tensione è già salita in queste ultime ore. Da tempo si parla di un nuovo ampio scontro militare tra Israele e Hezbollah a 10 anni di distanza dalla guerra combattuta dalle due parti in Libano del Sud.
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