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30/03/2020

La memoria dell’Albania, e Salvini lo svergognato

“Non siamo privi di memoria: non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero”.

Con queste il premier albanese Edi Rama ha salutato all’aeroporto di Tirana un team di 30 medici e infermieri albanesi in partenza per l’Italia per rafforzare i colleghi impegnati nella lotta al coronavirus in Lombardia: “Voi membri coraggiosi di questa missione per la vita, state partendo per una guerra che è anche la nostra. L’Italia è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva”.

Naturalmente Rama si riferiva all’accoglienza di quasi 30 anni fa, quando si presentarono navi stracariche al largo dei porti di Brindisi e Bari. Non certo alle sortite razziste di Salvini, soltanto un anno fa, che scatenarono l’indignata risposta di cittadini italiani di origine albanese e di residenti nel nostro Paese.

Con la faccia di tolla che gli è solita, il leghista smemorato oggi ha comunque alzato il telefono per farsi bello con il premier Edi Rama, limitandosi a copiare le sue parole “Grazie al popolo albanese e al suo governo: inviando medici e infermieri hanno dimostrato una sensibilità e una generosità che non dimenticheremo”.


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