Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

12/04/2026

Contrabbando di armi verso Israele denunciato in Belgio

RTL Info, telegiornale quotidiano belga, ha riportato ieri una caso di vero e proprio contrabbando di armi che ha interessato un carico proveniente dal Regno Unito e diretto verso Israele, attraverso una compagnia civile che ha sede a Malta e opera con un suo ramo direttamente nel paese europeo.

Il fatto è avvenuto a fine marzo, presso l’aeroporto di Liège-Bierset. I sospetti sono nati quando un camion proveniente dal Regno Unito ha consegnato un carico all’aeroporto, senza però che vi fosse alcun documento che ne rivelasse l’effettiva natura. Sulla base di una denuncia arrivata da una ONG specializzata nella sorveglianza dei flussi militari verso zone di guerra, le autorità di Liegi hanno dunque intercettato il carico.

In seguito a un controllo, sono state identificate e sequestrate 33 casse contenenti sistemi laser, mirini, sistemi di controllo del tiro e componenti per aerei da caccia. Il materiale era destinato a Israele tramite la Challenge Airlines, una compagnia israeliana specializzata in carichi non standard.

Il carico, però, non era stato correttamente dichiarato, e nessuna licenza di esportazione era stata richiesta, come previsto invece dalla legge belga. Ciò fa sorgere dubbi su altri carichi, dato che la compagnia ha operato con regolarità tra gli Stati Uniti e Israele negli ultimi mesi, facendo tappa proprio in Belgio.

Un’altra vicenda passata getta ulteriori ombre su come questa triangolazione fosse un contrabbando strutturato da tempo per rifornire in maniera nascosta le operazioni genocide delle IDF. Alla fine del 2024, la Challenge Airlines aveva già contestato un decreto federale e un decreto della Vallonia che limitavano le sue licenze per materiale pericoloso e impedivano l’esportazione e il transito di armi verso lo stato sionista.

Il Belgio ha visto un’importante serie di vicende riguardanti il divieto di commercio e anche del semplice transito di armi verso Israele, che ha raggiunto un nuovo traguardo lo scorso 16 marzo. La Corte d’Appello di Bruxelles ha messo nero su bianco la responsabilità di Bruxelles nel mancato controllo dei flussi di armi verso Israele.

La Corte ha stabilito che le Convenzioni di Ginevra e la Convenzione sul Genocidio non sono semplici dichiarazioni d’intenti, ma hanno “effetto diretto nel diritto interno”. Secondo i giudici, il Belgio non ha agito tempestivamente per impedire il trasferimento di materiale bellico che potrebbe essere utilizzato per crimini contro l’umanità.

Il Regio Decreto del 18 gennaio 2026, pur vietando il transito di armi, è considerato tardivo. E aggiungiamo noi che è anche incompleto, visto che la stessa sentenza sottolinea che non si applica a materiale dual use. Si tratta, ad ogni modo, di una vittoria importante per le organizzazioni che, il 22 luglio 2025, avevano intentato causa allo stato belga affinché rispettasse le disposizioni del diritto internazionale.

Droit pour Gaza, l’Associazione belga-palestinese (ABP), il Coordinamento nazionale per l’azione per la pace e la democrazia (CNAPD), SOS Gaza e due vittime palestinesi, che hanno finanziato l’iniziativa legale attraverso un crowdfunding, hanno dichiarato che la sentenza afferma che i “giudici possono obbligare uno Stato a rispettare i suoi obblighi di fronte a un genocidio, a un crimine di guerra o a un crimine contro l’umanità”.

Si tratta, ovviamente, anche di una vittoria importante per il movimento di solidarietà con la Palestina e con il popolo libanese bersagliati dalle forze israeliane, a cui deve essere data visibilità internazionale.

È possibile imporre ai propri governi di recidere i legami con lo stato genocida di Israele, e gli strumenti sono tanti: vanno usati tutti.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento