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20/04/2026

Bulgaria - In testa il candidato meno gradito da Bruxelles

I seggi in Bulgaria hanno chiuso alle ore 19. Si è registrato un aumento dell’affluenza al voto (fino al 55%). Stando agli exit poll, in testa ci sarebbe il partito di nuova formazione “Bulgaria progressista” guidato dall’ex presidente Radev con circa il 38% dei voti. Al secondo posto si conferma il partito conservatore ed europeista Gerb dell’ex premier Borissov, che però è sceso a circa il 16%.

Il Gerb era parte della maggioranza di governo guidata da Rossen Zhelyazkov, esponente del Gerb, che governava in coalizione con i socialisti (Bsp) e con il partito populista ‘C’è un popolo come questo’ (Itn). Ma la coalizione non disponeva di una maggioranza in parlamento e ha dovuto spesso fare affidamento sul sostegno esterno di uno dei due partiti della minoranza turca, il partito ‘Movimento per diritti e libertà – Nuovo inizio’ (Dps-Nn).

Il Gerb aveva tra i suoi obiettivi dichiarati quello dell’entrata della Bulgaria nell’euro per il 1 gennaio di quest’anno, obiettivo raggiunto ma che ha avuto un impatto pesante sui prezzi e il carovita, anche se l’inflazione formalmente non ha subito impennate.

Questa tornata elettorale, quindi, potrebbe consegnare la vittoria all’ex presidente Radev, considerato vicino a Mosca.

Radev, ex pilota militare ed euroscettico, si oppone al sostegno militare all’Ucraina contro Mosca, è anche un critico dell’adesione della Bulgaria all’euro, sostenendo che la nuova valuta ha alimentato l’inflazione. Si è dimesso dalla presidenza a gennaio per candidarsi alle elezioni.

L’Associated Press sottolinea come durante la sua campagna, Radev ha parlato di migliorare i rapporti con Mosca e riprendere il libero flusso di petrolio e gas russi verso l’Europa. “Non è chiaro quanto ciò influenzerà la politica estera della Bulgaria, membro della NATO e dell’Unione Europea che è entrato nell’area euro a gennaio, una mossa criticata da Radev”.

Per la Bulgaria si tratta delle ottave elezioni in soli 5 anni: dal 2021 il Paese ha avuto ben 7 primi ministri ma nessuno è riuscito a portare a termine un mandato completo. Il paese a febbraio e a dicembre dello scorso anno era stato investito da manifestazioni e scontri di piazza contro la corruzione e i governi che si succedevano senza assicurare alcuna stabilità.

Il leader del Gerb, Boyko Borissov, aveva governato il Paese nel passato per quasi dieci anni. La terza forza nel Parlamento bulgaro sarebbe il partito liberale “Continuiamo il cambiamento” (Pp) con il 13,6% dei voti. Poi ci sarebbero il “Dps-Nuovo inizio”, partito della minoranza turca con 7,5%. Mentre al quinto posto si collocherebbe il partito nazionalista Vazrazhdane (Rinascita) con il 5,1% dei voti.

L’altra novità sono i socialisti: il partito Bsp, nonostante le previsioni, sarebbe riuscito a superare lo sbarramento al 4% per entrare in Parlamento raccogliendo il 4,1% dei voti. Anche il Bsp faceva parte della coalizione di governo insieme al Gerb.

L’edizione europea del giornale Politico ritiene che la grande domanda è se Radev cercherà di formare una maggioranza con i riformisti liberali pro-UE (circa il 14 percento), oppure se si alleerà con il Partito Socialista (circa il 4 percento) e i nazionalisti (circa il 5 percento).

In un intervento subito dopo il voto, Radev ha lasciato intendere di poter trovare un terreno comune con il campo filo-Bruxelles riguardo al problema della corruzione della magistratura, ma si rifiuta di entrare in coalizione con i due politici più importanti della Bulgaria – l’ex primo ministro Boyko Borissov del partito GERB e Delyan Peevski, leader del partito DPS-Nuovo Inizio – accusandoli di essere al vertice della “piramide oligarchica” che governa lo stato mafioso.

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