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15/04/2026

Guerra in Ucraina - Zelensky in Italia a battere cassa

Il presidente ucraino Zelensky oggi è di nuovo a Roma. L’ultima volta era stata nel dicembre scorso, solo quattro mesi fa. Zelensky incontrerà prima la Meloni a Palazzo Chigi e poi Mattarella al Quirinale.

Anche in questa occasione Zelensky verrà a battere cassa per gli aiuti militari e non solo.

“L’ostacolo Orban” è stato rimosso e adesso sia l’Unione Europea che i singoli stati membri dovranno prepararsi a sborsare decine di miliardi per finanziare militarmente ed economicamente l’Ucraina e continuare ad alimentare così la guerra con la Russia.

Alla vigilia della visita la Meloni ci ha tenuto a ribadire che “L’Italia si è schierata senza se e senza ma, in questi anni, con la nazione aggredita. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per dare una mano a un popolo che si sta difendendo e che, con se stesso, difende anche noi. Ed è quello che continueremo a fare, chiaramente, mentre lavoriamo per cercare di costruire un percorso di pace che però deve essere sostenibile, sul quale l’Italia non è stata a guardare”.

Dal 2022 i governi italiani hanno approvato 8 consistenti pacchetti di sostegno militare nei riguardi di Kiev.

Secondo quanto riporta il sito Analisi Difesa, l’Italia ha fornito all’Ucraina un numero imprecisato di blindo Centauro B1 con cannone da 105 mm radiate dall’Esercito Italiano dopo la consegna ai reparti dei primi lotti di nuove Centauro B2 con cannone da 120mm. I veicoli sarebbero in servizio con il 78° Reggimento Aviotrasportato Indipendente ucraino, in azione nel settore Pokrovsk. L’Esercito Ucraino ha già ricevuto dall’Italia e impiegato in battaglia veicoli cingolati M113, semoventi da 155mm M109 e veicoli blindati Puma e Lince oltre a semoventi da 155mm PzH 2000 e obici trainata da 155mm FH-70.

L’Italia però non risulta tra i maggiori erogatori di aiuti economici e militari all’Ucraina. Secondo le rilevazioni del Kiel Institute for the World Economy – un think tank tedesco – l’Italia ha stanziato aiuti militari pari a circa 970 milioni di euro a titolo di cessioni dirette. Ma se si allarga lo sguardo all’integralità della spesa italiana destinata all’Ucraina, considerando non soltanto i rifornimenti militari ma anche i contributi finanziari, gli aiuti umanitari e le partecipazioni ai fondi europei per finanziare Kiev, la spesa si amplia sino a raggiungere una cifra compresa tra i 2 e i 3 miliardi di euro all’anno a partire dal 2022.

I dati rilevati dal Kiel Institute indicano che l’Unione europea ha provveduto a fornire all’Ucraina circa 46 miliardi e 600 milioni di euro in sostegno finanziario e aiuti di natura umanitaria, ai quali si sommano i 45 miliardi e 100 milioni destinati ai finanziamenti militari, sia attraverso i propri meccanismi di coordinamento sia tramite i contributi dei singoli Stati membri tramite le agenzie europee.

Questo ha fatto si che per la prima volta da giugno 2022, l’Unione Europea ha sorpassato gli Stati Uniti sia in termini di impegni totali sia economici che in termini di di assistenza militare all’Ucraina.

E adesso che non c’è più l’ostacolo di Orban, l’Unione Europea deve stanziare altri 90 miliardi per Kiev, ripartendone le quote in base al Pil dei paesi membri.

Una delle possibili fonti di reperimento delle risorse è il Safe, un piano europeo simile al Pnrr ma solo per il settore militare. Si tratta di 150 miliardi.

Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha fatto sapere che: “I 19 Paesi Ue che avevano già fatto domanda dei fondi Safe hanno presentato i loro piani nazionali. Di questi, 15 Paesi hanno incluso il sostegno all’Ucraina”. Tra questi c’è anche l’Italia ma non c’è la Germania, che ha già stanziato ingenti fondi per il suo riarmo sul piano nazionale e non intende ricorrere ai fondi europei.

Le guerre di oggi stanno consumando droni a un ritmo molto più elevato rispetto alle munizioni tradizionali. L’Ucraina utilizza circa novemila droni al giorno, circa 270mila al mese. L’Ue sta puntando sulla Drone Alliance with Ukraine, una partnership militare multinazionale creata nel 2024 per garantire l’approvvigionamento all’Ucraina tramite consegne costanti di droni adattati alle esigenze del fronte.

Ma il dato di fondo rimane tutto politico. Continuare a sostenere militarmente l’Ucraina e la prosecuzione della guerra con la Russia non può essere l’unica prospettiva in campo per l’Italia o per l’Unione Europea. Da tempo si sono e ci hanno infilati su un piano inclinato. Eppure tra le classi dirigenti di Bruxelles o a Palazzo Chigi non sentiamo parlare d’altro.

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