Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

17/04/2026

I governi europei lavorano ad una NATO “senza gli USA”

Cosa sarebbe una Nato senza più gli Stati Uniti? La domanda circola ormai da mesi in Europa, soprattutto da quando Trump ha evocato la possibilità di uno sganciamento statunitense dall’Alleanza Atlantica. Il Wall Street Journal ha fatto trapelare l’ipotesi che sia iniziata la discussione su un piano di riserva europeo per garantire le strutture militari esistenti della Nato in caso di ritiro degli Stati Uniti.

Secondo le indiscrezioni del quotidiano statunitense, i colloqui tra gli alleati europei si stanno sviluppando in modo informale. L’obiettivo non sarebbe quello di creare una struttura alternativa alla Nato, ma rafforzare il ruolo operativo degli europei all’interno dell’Alleanza. L’idea di fondo è quella di aumentare il peso dell’Europa nelle funzioni di comando e controllo, integrando le risorse americane con capacità autonome europee, così da garantire continuità anche in caso di disimpegno statunitense.

Piani veri e propri, assicurano diverse fonti diplomatiche consultate dall’ANSA, non ce ne sono: l’argomento, al quartier generale, è tabù e la conversazione si articola quindi tra le capitali. “Non è una cosa che si può discutere alla presenza degli Stati Uniti anche perché, francamente, ci si può pure domandare cosa fare se dovessero diventare apertamente ostili”, sottolinea una fonte alleata.

I funzionari che stanno lavorando a questo progetto, che alcuni definiscono come “Nato europea”, mirano a coinvolgere un maggior numero di paesi europei nei ruoli di comando e controllo dell’alleanza e a integrare le risorse militari statunitensi con le proprie.

Come detto, le riunioni andate avanti fino ad ora in modo informale, non puntano a creare una struttura militare alternativa alla Nato, ma a garantire “continuità operativa, deterrenza nei confronti della Russia e credibilità nucleare anche in uno scenario di riduzione del ruolo americano”.

La svolta decisiva – sottolinea il Wall Street Journal – è arrivata da Berlino. La Germania, storicamente riluttante a mettere in discussione il ruolo degli USA come garante della sicurezza europea, ha rivisto la propria posizione, aprendo la strada a un consenso più ampio tra partner come Regno Unito, Francia, Polonia, Paesi nordici e Canada.

L’obiettivo condiviso è rafforzare il contributo europeo all’interno della Nato, mantenendo al contempo il legame transatlantico. “La Nato è insostituibile sia per l’Europa che per gli Stati Uniti, ma è chiaro che noi europei dobbiamo assumerci più responsabilità”, ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.

Il segretario generale Mark Rutte ha affermato che l’Alleanza sarà “sempre più guidata dagli europei”.

Le sfide operative riguardano la gestione dei sistemi di difesa aerea e missilistica, la logistica, i corridoi della mobilità verso l’Europa orientale (vedi il TAV, ndr).

Parallelamente, gli stati europei puntano a rafforzare la produzione militare-industriale in settori in cui il divario con gli USA resta ancora rilevante.

In questo contesto va visto il progetto congiunto annunciato da Germania e Regno Unito per lo sviluppo di missili cruise stealth e armi ipersoniche, mentre resta centrale – ed ancora irrisolta – la questione delle armi e della deterrenza nucleare.

Francia e Regno Unito sono le uniche a disporre di un arsenale nucleare mentre si è aperto un dibattito sulla possibile estensione della deterrenza nucleare francese ad altri Paesi europei, in particolare la Germania.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento