Un silenzio assordante, sette anni di estenuante lotta contro le
avversità ma anche contro le gioie della vita. James Graham ha dovuto
affrontare la perdita della madre afflitta dalla demenza, proprio mentre
assaporava le gioie di un nuovo matrimonio e della paternità, un
periodo di contrasti emotivi che ha risvegliato vecchi problemi di
salute mentale.
Assaporato un discreto successo di classifica e al seguito dei Cure
in un trionfale tour, per gli scozzesi The Twilight Sad non è stato
facile assorbire il duro colpo dello stop forzato a seguito delle
condizioni del leader, solo Andy McFarlane è rimasto al fianco di
Graham, amico fedele e unico membro dell'attuale formazione della band.
La sofferenza per la perdita della madre e le caliginose notti scozzesi
rivivono in tutti gli anfratti sonori e lirici di "It's The Long
Goodbye", opera che è una commovente e viscerale dichiarazione di
vulnerabilità. Graham affronta il dolore con la consapevolezza di chi
vive una situazione nella quale chiunque può identificarsi, la
condivisione diventa elemento catartico, l'epica graffiante del post-punk diventa linguaggio di purificazione emotiva e rinascita spirituale.
Diretto come un treno ad alta velocità sia musicalmente che nei testi, "It's The Long Goodbye" dispensa distorsione e sordida rabbia già dal primo respiro di "Get Away From It All": ogni accordo di chitarra e ogni frase sono scandite con dolore e potenza, riecheggiando fino a creare un muro del suono che gronda sudore, sangue e lacrime: "Sei mia madre perché mi stai lasciando".
È un'energia già assaporata con il singolo "Waiting For The Phone Call", una delle tre tracce che si avvalgono del contributo di Robert Smith. Graham lotta con l'oscurità incurante di quello che si nasconde dietro l'ignoto, i riff chitarristici sono possenti, quasi impenetrabili eppure pronti a lasciar trasparire una straniante dolcezza.
Trovarsi al cospetto della morte, guardarla negli occhi mentre ti porta via gli affetti più cari è non solo drammatico ma sconvolgente, la risposta è spesso aspra, in un mix di emozioni sonore che evocano sia i My Bloody Valentine più oscuri ("Atttempt A Crash Landing-Theme"), sia i Cure di "Pornography" ("Dead Flowers"). Sofferenza e ispirazione: un binomio che potrebbe suonare usuale, ma per i Twilight Sad questo sesto album non è per nulla facile. Le cupe sonorità dark-folk e le laceranti sonorità della chitarra in "The Ceiling Underground" riecheggeranno a lungo nella memoria di James Graham – "Perché sembra che niente sia reale?, la mia testa è piena di altre cose che mi mancheranno": una riflessione che pesa come un macigno.
Sia ben chiaro, il nuovo album dei Twilight Sad non rinnova le direttive della band, gli elementi sono quelli già noti – un'enfasi shoegaze, la malinconia noir, l'elettronica stridente, il cantato intenso e dal peculiare accento scozzese – ma è tutto più viscerale, sentito. E le canzoni sono tra le più potenti mai scritte. Anche i due membri assoldati per le registrazioni concorrono al risultato finale, David Jeans (ex-Arab Strap) e Alex Mackay (Mogwai), ma è Robert Smith il collante che consolida il progetto.
È un'energia post-punk aspra e graffiante l'elemento che tiene insieme la febbrile urgenza di "Designed To Lose" con la liturgia funebre della splendida "TV People Still Throwing TVs At People" o con la rabbiosa denuncia di "Inhospitable/Hospital", una delle tracce più immediate del disco.
La musica dei Twilight Sad è come un raggio di luce che frantuma le tenebre ("Chest Wound To The Chest"), è una struggente dichiarazione di affetto e sofferenza: "Non avrei mai dovuto essere in questo posto... voglio solo rivederti...", canta James Graham, per poi rifugiarsi nei ricordi nella più tenue "Back To Fourteen" ("madre, posso sdraiarmi e piangere").
"It's The Long Goodbye" è un disco da maneggiare con cura, una raccolta di canzoni che scavano sotto pelle e accarezzano l'anima. Non meravigliatevi se una lacrima solcherà il vostro viso, i Twilight Sad hanno scritto una pagina importante della loro carriera e questo è uno dei pochi album che vi terrà compagnia a lungo nei vostri ascolti.

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