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26/04/2026

Un 25 aprile senza sconti per nessuno

Migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza oggi (ieri -ndR) in tutte le città italiane per celebrare la giornata della Liberazione dal nazifascismo.

Spinte anche dal risultato del referendum di marzo che ha rappresentato uno durissimo stop ad un governo in cui i fascisti sono nella cabina di regia – e non perdono occasione per dimostrarlo – le manifestazioni hanno visto una enorme partecipazione popolare.

A creare tensione nei giorni precedenti c’erano state le esternazioni del presidente del Senato La Russa, secondo cui il 25 aprile occorre celebrare anche i miliziani fascisti della Repubblica di Salò in nome di una pacificazione difficilmente riscontrabile negli altri 364 giorni dell’anno. Queste tensioni si sono materializzate oggi con i colpi di pistola sparati a Roma contro i manifestanti nei pressi del Parco Schuster.

Ma alla vigilia c’erano stati anche gli annunci di quella che ormai si configura come l’Internazionale nera – ovvero l’alleanza tra sionisti e filo-israeliani, monarchici iraniani e fascisti ucraini – di voler dare vita a spezzoni comuni dentro le manifestazioni che celebrano la Resistenza antifascista.

Tutti gli occhi erano puntati, come di consueto, sulle manifestazioni di Milano e di Roma. E infatti in queste due città sono avvenuti episodi di sacrosanta contrapposizione tra gli antifascisti/antisionisti verso chi vorrebbe inquinare le manifestazioni del 25 aprile con istanze che ne rappresentano la negazione.

A Milano lo spezzone dei sionisti rinverditi con la Brigata Ebraica, monarchici iraniani e fascisti ucraini ha sfilato nel corteo fino a quando è stato bloccato dai manifestanti che ne hanno chiesto l’estromissione e alla fine sono riusciti a metterli fuori dalla manifestazione. Ne è conseguito il solito profluvio di polemiche e vittimismo al quale questi soggetti ci hanno abituato da anni ma che sembra non funzionare più.

Anche a Roma un gruppo con bandiere ucraine – tra cui Matteo Hallisey in prima fila nell’aggressione contro il prof. D’Orsi all’università di Napoli – sono stati allontanati in modo piuttosto perentorio dalla manifestazione a Porta San Paolo. Anche qui c’è stato lo scontato e immediato codazzo di interviste a manetta all’insegna del vittimismo aggressivo al quale sono ormai addestrati questi gruppi di provocatori. Nella Capitale quest’anno si sono evitate le tensioni e gli scontri degli anni scorsi a causa della arrogante presenza dei gruppi sionisti nelle manifestazioni del 25 aprile. Quest’anno infatti non si sono presentati in piazza.

A Milano intorno alla manifestazione centrale conclusasi a Piazza Duomo sono proliferate altre manifestazioni, collaterali o alternative, che si sono concluse in piazze diverse da quella dove era stato allestito il palco centrale o, in alcuni casi, si sono svolte in altre zone della città proprio per l’insofferenza ormai diffusa verso celebrazioni della Giornata della Liberazione che cercano di tenere dentro tutto e tutti senza tenere conto degli sviluppi della realtà.

Anche a Roma oltre alla manifestazione centrale si è svolta il consueto corteo del 25 aprile a Roma Est, da Centocelle a Quarticciolo, alla quale hanno partecipato migliaia di persone.

Se negli anni scorsi si era fatto fatica a far riconoscere la centralità della lotta di liberazione dei palestinesi, anche quest’anno era evidente il tentativo di “santificare” l’Europa e l’Unione Europea come baluardi democratici mentre rappresentano ormai tutto il peggio del ciarpame guerrafondaio, riarmista e reazionario del continente.

A Roma, prima della partenza del corteo centrale, un altro corteo partito dalla sede della Fao ha sfilato su Viale Aventino in direzione di Porta San Paolo per ricongiungersi con l’appuntamento centrale, ma prima ha fatto una significativa tappa davanti all’ambasciata di Cuba dove è stata consegnata una corona per i 32 combattenti cubani uccisi dalle forze speciali USA mentre difendevano il presidente venezuelano Maduro successivamente sequestrato e imprigionato negli Stati Uniti.

L’ambasciatore di Cuba ha salutato i manifestanti in un momento decisamente emozionante. Il corteo ha poi ripreso la sua marcia verso Porta San Paolo.

C’è chi vorrebbe fare del 25 aprile un momento di annebbiamento e revisionismo storico riabilitando anche i miliziani fascisti di Salò.

C’è poi chi vorrebbe farne una giornata di celebrazioni ufficiali completamente depotenziate da ogni significativo richiamo alla Resistenza o al ruolo in essa svolta dai comunisti.

C’è infine chi vive questa giornata come momento di lotta sulle resistenze di oggi – ad esempio contro la crescente aggressività imperialista – e di rivendicazione di memoria storica resistente e antifascista su quanto avvenuto ieri in questo paese. E costoro è da tempo che hanno deciso che il 25 aprile non si fanno più sconti a nessuno.

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