Tana. Come avevamo denunciato già da domenica sul nostro giornale, la foto pubblicata da La Repubblica e veicolata sui social da tutti i volenterosi guerrafondai filo-ucraini, era stata ritoccata con l’intelligenza artificiale per corroborare una versione distorta dei fatti e demonizzare il nostro redattore Giacomo Marchetti reo di aver tenuta a distanza e – lo ripetiamo ancora: lo ha fatto con garbo – un anziano che voleva entrare con una bandiera dell’Ucraina in una manifestazione per il 25 aprile apertamente convocata e schierata contro la Nato e il riarmo. Insomma nel corteo sbagliato.
L’edizione bolognese di La Repubblica – un quotidiano che ormai sulle guerre in Ucraina, Iran, Gaza sta dando il peggio di se stesso – ha dovuto ammettere che la foto pubblicata era stata manipolata con l’IA, una manipolazione realizzata per dimostrare che il nostro Giacomo avesse messo le mani addosso all’anziano professore sostenitore dell’Ucraina, cosa che si è ben guardato dal fare, per scelta e per indole.
La Repubblica riconosce di aver preso la foto da quelle che circolavano in rete, sulla quale i bellicosi sostenitori della Slava Ukraina da giorni stanno attaccando Giacomo Marchetti e il nostro giornale.
Particolarmente penosi sono i tentativi di mettere in evidenza l’età avanzata del professore filo-ucraino e militante renziano. Non ci pare che abbiano avuto la stessa sensibilità o premura quando i giovanottoni filo-ucraini hanno preso di petto un altro anziano professore come Angelo D’Orsi. Al contrario, venivano istigati dall’alto a farlo con convinzione.
All’elenco dei dispensatori di lezioni si è aggiunto poi un altro volenteroso che non poteva mancare: Adriano Sofri che attacca Giacomo Marchetti e Contropiano dalle pagine dell’autorevolissimo Il Foglio, ossia uno dei giornali da mazzetta mattutina più filo-sionista e filo Nato.
Le realtà politiche della sinistra alternativa bolognese hanno già fatto sapere la loro valutazione sulla manifestazione del 25 aprile e su quella riteniamo che andrebbe concentrato il dibattito e l’attenzione politica.
Ci teniamo a far sapere, sia ai nostri lettori che ai detrattori, che questi attacchi non ci impensieriscono affatto. Dalle nostre parti non si fa un passo indietro. Il nostro lavoro editoriale e quotidiano ha questioni più importanti da seguire e da resocontare.
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