La mappa che pubblichiamo qui a fianco, indica piuttosto chiaramente l’obiettivo israeliano di realizzare una vera e propria pulizia etnica nel sud del Libano e spostare i suoi confini a nord. Sicuramente fino al fiume Litani, ma l’occupazione potrebbe estendersi ancora più a nord, fino al fiume Zaharani.
Se guardiamo la mappa possiamo vedere come a Est Israele ha già occupato – tra l’altro allargandola – le alture del Golan. Tra il Golan e il territorio libanese occupato c’è una striscia di Siria che potrebbe essere a sua volta annessa, completando e uniformando il nuovo confine nord di Israele. La totale subalternità del nuovo regime jihadista a Damasco potrebbe non opporsi affatto a questa occupazione, così come ha fatto per il Golan.
L’ordine di evacuazione della popolazione imposto dalle autorità israeliane sul Libano del sud, ha implicato lo svuotamento di oltre il 14% dell’intero territorio libanese, in un’area che si estende fino a 40 chilometri dal confine israeliano, includendo i principali centri abitati di Tiro e Nabatieh. Secondo le organizzazioni umanitarie, nelle ultime due settimane quasi una persona su cinque in Libano è stata sfollata, mentre il numero totale ha superato il milione.
Un analista israeliano ripreso dall’Ispi, afferma che Israele sta applicando in Libano la strategia militare messa a punto a Gaza, dove Israele ha costretto i palestinesi in un’area che copre circa metà del territorio originario della Striscia. Questa strategia, scrive Yagil Levy, “sta prendendo forma anche in Cisgiordania, come dimostrano le regole di ingaggio più flessibili e l’autorità concessa alle milizie di coloni per allontanare dai loro villaggi e dalle loro case le comunità civili palestinesi”.
Il risultato di questo strategia, a nostro avviso, è chiaramente la pulizia etnica dei territori libanesi e palestinesi e forse di quelli della striscia siriana, con un allargamento dei confini di Israele “de facto” in nome della sicurezza.
La cosiddetta comunità internazionale continua a invocare a vuoto il rispetto degli accordi internazionali ma si trova come al solito di fronte ai fatti compiuti da parte di Israele. L’unico serio ostacolo a questo progetto colonialista ed espansionista israeliano rimane la resistenza libanese e palestinese che meritano di ricevere tutto il sostegno possibile, con ogni mezzo necessario.
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