C’è una indagine in corso della quale sui mass media sembra già essere scattato il silenziatore. Dopo la notizia girata con rilievo dieci giorni fa, sono ormai giorni che nessuno sembra avere interesse per novità o considerazioni in merito ad una inchiesta che pure si annuncia cicciosa e rognosa.
I fatti ci dicono che il 26 marzo scorso ci sono state delle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza al Ministero della Difesa, a Rfi (Ferrovie), a Terna e al Polo Strategico Nazionale. Le perquisizioni sono avvenute nell’ambito di una indagine della Procura di Roma a seguito di quella sulla Sogei (ministero dell’Economia) in cui vengono ipotizzati i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio oltre alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite.
Gli indagati risultano essere in totale 26. Nella nuova fase di indagine della Procura di Roma i nuovi indagati sono 15. Fra le persone perquisite ci sono anche generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori.
Il nuovo filone di inchiesta coinvolgerebbe anche un ufficiale della Marina già coinvolto nel filone principale dell’indagine che portò all’arresto, nell’ottobre del 2024, dell’ex direttore generale di Sogei Paolino Iorio.
Inevitabile rilevare come i piagnoni della destra abbiano già messo le mani avanti. Secondo il quotidiano storico della destra romana Il Tempo, queste indagini “arrivano all’indomani della vittoria del No al referendum sulla separazione delle carriere. Una coincidenza che non può passare inosservata”.
L’onorevole Giorgio Mulè di Forza Italia, sottosegretario alla Difesa nel governo Draghi fino al 2022 e attualmente vicepresidente della Camera, non risulta indagato ma il suo nome è venuto fuori il 26 marzo in un articolo de Il Domani. Prevedibile la reazione dell’onorevole il quale ha dichiarato che: “Ovviamente è del tutto casuale che ciò sia avvenuto subito dopo il referendum che mi ha visto fieramente opposto al capo di quella Procura protagonista dell’inchiesta”.
Ma sulle pagine de Il Tempo è possibile leggere anche una chiara excusatio non petita. “Perché proprio adesso?” – si chiede retoricamente il giornale – “L’emersione dell’inchiesta, che potrebbe coinvolgere anche esponenti politici della maggioranza di governo, avviene in un momento politicamente sensibile: subito dopo l’esito referendario sulla separazione”.
Ma se l’inchiesta avesse voluto influenzare il referendum sarebbe semmai venuta alla luce prima e non dopo. Il vittimismo aggressivo della destra sembra ormai aver perso ogni minimo raziocinio.
Il Ministero della Difesa in compenso ha assicurato pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti. “Eventuali responsabilità accertate – si legge in una nota della Difesa – saranno perseguite con la massima severità, nel rispetto della legge e delle prerogative dell’Autorità giudiziaria”.
L’ipotesi della Procura di Roma è che alcuni imprenditori abbiano manipolato le gare di appalto di alcuni importanti enti e aziende pubbliche, corrompendo funzionari e dirigenti al loro interno.
Tra queste aziende risultano esserci Terna, che è il gestore nazionale della rete elettrica, la RFI, che fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato e gestisce la rete ferroviaria italiana, e il Polo Strategico Nazionale, una società pubblica che fornisce sistemi informatici in cloud alla pubblica amministrazione. Ma le perquisizioni sono avvenute anche al ministero della Difesa per via del presunto coinvolgimento di alcuni alti ufficiali.
Le indagini sono ancora in corso e riguardano soprattutto i rapporti tra due aziende: la Red Hat, che sviluppa software, e la Nsr, che li distribuisce sul mercato e li vende ad aziende ed enti pubblici.
Diversamente, all’interno del ministero della Difesa, l’indagine riguarda una gara d’appalto indetta da Teledife cioè l’ufficio che si occupa di progettare e gestire i sistemi informatici per le forze armate. L’ipotesi investigativa è che alcuni ufficiali abbiano favorito la Nsr rivelando in anticipo informazioni riservate e requisiti del bando per gli appalti. Secondo i magistrati sarebbero coinvolti alcuni funzionari di Teledife.
Sotto indagine è finito anche il Polo Strategico Nazionale dove, secondo gli investigatori, la direzione dell’organismo avrebbe fatto pressioni su ufficiali del ministero della Difesa per far inserire i prodotti informatici della Red Hat e altre forniture riconducibili alla Nsr all’interno dei servizi offerti dal Polo alla pubblica amministrazione.
Infine una parte dell’indagine si concentra anche sull’Aeronautica Militare dove un generale è accusato di corruzione, perché avrebbe rivelato a un imprenditore informazioni su un appalto relativo alla fornitura di sistemi meteorologici del valore di oltre 200 milioni di euro. In cambio, stando ai magistrati, avrebbe ottenuto dall’imprenditore, molto influente tra gli alti funzionari della Difesa, la promozione a generale.
Queste vero e proprio terremoto che, come abbiamo visto, è stato rapidamente silenziato sui mass media, pare essere lo sviluppo delle indagini nate da un’altra inchiesta: quella sulla Sogei, ovvero l’azienda che si occupa di gestire i servizi informatici di molti enti pubblici e che è controllata totalmente dal ministero dell’Economia. Nel 2024 il direttore generale della Sogei, Paolino Iorio, era stato arrestato insieme a un imprenditore dopo che i due erano stati colti in flagranza di reato mentre Iorio riceveva una tangente di circa 15mila euro. Iorio aveva poi patteggiato una pena a tre anni per corruzione.
Insomma l’indagine ha tutti i crismi per essere “cicciosa” ma stranamente è già uscita dall’attenzione dei mass media e non è ancora entrata in quella della politica.
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