Il lungo serpentone è stato aperto dal carro della Comunità montana con i gonfaloni dei Comuni che hanno aderito alla marcia. Seguiva il primo striscione, «Amministratori della Valle di Susa», retto dai sindaci in fascia tricolore.
Subito dietro un numeroso gruppo di bambini che hanno scandito slogan quali «Liberi per crescere e giocare», «Più trenini, meno trenoni» e «contro il treno cattivo». Ma il più bello recitava: “La Tav non ci porta a Lione in tre ore, ma ad Atene in cinque minuti”.
«Abbiamo ricevuto un foglio di via ma non lo rispettiamo» è quanto invece ha detto uno speaker nel corso del corteo No Tav, più o meno a metà del lungo serpentone. Il riferimento è ai provvedimenti della Questura che, dopo le manifestazioni dei mesi scorsi, hanno vietato ad alcune persone di entrare in Valle. «Portiamo - ha detto lo speaker - la solidarietà agli arrestati. Abbiamo un foglio di via, ma saremo qui tutte le volte che il movimento No Tav lo vorrà».
«Questa settimana non si espropria niente, ma si occupa militarmente il terreno», ha invece detto Alberto Perino, leader del Movimento No Tav, commentando l’ipotesi che la prossima settimana possano cominciare le operazioni di esproprio dei terreni per l’allargamento del cantiere per la Tav Torino-Lione. «È la legge del più forte e sappiamo che abbatterano la baita e taglieranno gli alberi nella più assoluta illegalità. Noi - ha concluso - saremo in tanti a farci sgomberare». I 25 avvocati che compongono il "Legal team" del Movimento No Tav hanno annunciato che impugneranno gli eventuali espropri dei terreni nella zona del cantiere della Tav Torino-Lione in località La Maddalena di Chiomonte (Torino) se questi verranno effettuati soltanto mediante un’ordinanza prefettizia: «Porteremo il provvedimento davanti al Tar del Piemonte - hanno detto - per violazione dell’art. 2 del testo unico sulla pubblica sicurezza, in quanto non vi è alcuna urgenza e vi sono altri strumenti per provvedere a espropriare i terreni in maniera corretta».
E mentre il PD piemontese sta bloccando il rinnovo della tessera agli iscritti che manifestano con il Movimento No Tav, una presa di posizione importante è arrivata dalla Fiom. «La Fiom è da sempre parte di questo movimento - ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil in testa al corteo - perché i nostri valori si incrociano con le battaglie di questo territorio che hanno respiro più ampio perché pongono il problema di un modello diverso di sostenibilità ambientale. Servono - ha affermato Landini - nuove politiche per difendere l’occupazione e cambiare modello di sviluppo. Per queste ragioni abbiamo proclamato lo sciopero generale del prossimo 9 marzo a Roma».
«La presenza di così tanta gente al corteo è la migliore risposta a chi vuole trasformare il movimento No Tav in un problema di ordine pubblico» ha invece detto Paolo Ferrero, leader di Rifondazione Comunista. «Il movimento - ha aggiunto Ferrero - ha le sue ragioni e continua a sostenerle».
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