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14/09/2014

Amnesty in Ucraina: crimini di guerra su tutti i fronti


I rapporti di Amnesty International sono pubblici e considerati in genere attendibili. Ma questa volta, sull’Ucraina, le contrapposte tifoserie preferiscono nascondere la ‘porcata’ scomoda per i loro amici. Accusa di crimini di guerra per esercito, milizie ucraine, separatisti e interferenze russe.

Rapporto CS123 del 07/09/2014. Le violazioni di tutte le parti in guerra. ‘Le milizie ucraine e le forze separatiste sono responsabili di crimini di guerra e la Russia alimenta i crimini dei separatisti’, afferma lapidaria Amnesty, in un lungo elenco di cattivi senza alcun buono in giro. L’organizzazione per i diritti umani definisce quello in Ucraina orientale un conflitto armato internazionale. Russia che sostiene gli insorti - l’accusa - e che, da foto satellitari, avrebbe schierato suoi pezzi di artiglieria all’interno dei confini ucraini, anche se - rilevi fatti dalla Nato - non risultano essere entrati in azione.

I ricercatori di Amnesty hanno incontrato testimoni oculari fuggiti dai combattimenti. Secondo i loro racconti, le forze governative ucraine hanno bombardato pesantemente le zone in cui abitavano e si sono rese responsabili di attacchi indiscriminati che potrebbero costituire crimini di guerra. I separatisti avrebbero commesso rapimenti, torture e uccisioni di civili. Amnesty ha ricevuto notizie credibili di rapimenti e pestaggi eseguiti da battaglioni di volontari filonazisti di Kiev che operano accanto alle forze regolari governative. Amnesty ha chiesto alle autorità ucraine un’indagine sui fatti.

Ad esempio, il 23 agosto ad Oleksandrivka, regione di Luhansk, un addetto alla sicurezza è stato portato via da decine di uomini armati arrivati a bordo di veicoli con la bandiera ucraina, uno dei quali con le insegne del Battaglione Aidar. I testimoni hanno ascoltato i rapitori accusare l’uomo di collaborare coi separatisti. Questi lo hanno picchiato col calcio dei fucili e portato via. Solo il 27 agosto i familiari hanno appreso che l’uomo era detenuto in un’altra città, negli uffici dei servizi di sicurezza. Ufficiali dell’esercito e leader civili potrebbero essere processati per crimini di guerra.

Rapporto CS124 dell’8 settembre. Il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty ha sollecitato il governo ucraino a porre fine agli abusi e ai crimini di guerra commessi dai battaglioni volontari che operano accanto alle forze armate di Kiev. “Non fermare gli abusi e i possibili crimini di guerra dei battaglioni volontari rischia di aggravare la tensione nell’est del paese e di vanificare l’intento delle autorità ucraine di rafforzare e proteggere lo stato di diritto in modo più ampio, - ha aggiunto Shetty - e se si vuole evitare che gli ucraini portino le ferite della guerra per generazioni”.

L’autore dei peggiori crimini risulterebbe il Battaglione Aidar, tra cui risultano arruolati morti neo nazisti stranieri, tra cui due italiani. Uno degli oltre 30 battaglioni di volontari apparsi durante il conflitto, parzialmente integrati nelle strutture di sicurezza ucraine. Amnesty International ha documentato un crescendo di abusi, tra cui sequestri di persona, detenzioni illegali, maltrattamenti, rapine, estorsioni e forse anche esecuzioni, commessi dal Battaglione Aidar’. Casi si tratta di crimini di guerra. Il governo di Kiev promette verifiche ma non smobilita le milizie ereditate dalla Maidan.

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