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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

06/04/2019

Gilet Jaunes in assemblea nazionale. Un modello di concretezza

Da Saint Nazaire. Venerdì 5 marzo si è svolta la prima giornata della seconda “assemblea delle assemblee” dei Gilets Jaunes, nella “maison du peuple”. È previsto l'intervento di circa 300 delegazioni, per un totale di 800 persone in rappresentanza di 10.000 GJ.

Nel primo pomeriggio le delegazioni dei vari gruppi di GJ – 4 delegati per ogni rappresentanza – venuti nella città della Loira Atlantico sono stati divisi in vari gruppi (circa una decina) in cui si è preceduto alla presentazione delle varie attività svolte localmente, verbalizzando la sintesi di questo primo momento di confronto.

Alle cinque, dopo mezz’ora di pausa, è stato dato spazio – un minuto circa – alle varie proposte di discussione giunte in precedenza agli organizzatori, che hanno strutturato i vari gruppi di discussione che si sono confrontati per due ore sulle 9 proposte emerse, e che continueranno la discussione successivamente.

Il dibattito dei vari gruppi si svolge in tre passaggi: una prima panoramica delle questioni (brainstorming), una elaborazione di queste e poi le proposte vere e proprie, orientando così la discussione verso proposizioni da esporre all’assemblea generale.

Particolarmente rilevanti sono stati tre nodi affrontati: una proposta di azione continentale durante le elezioni europee ed in generale come porsi di fronte a questa scadenza elettorale, il tema delle possibili alleanze e convergenze e come costruire delle “maison du peuple” considerando la sete di spazi del movimento dopo lo sgombero delle rotatorie.

In generale, è palpabile la preoccupazione di “allargare” la partecipazione, di essere il più comunicativi possibili, di essere strumento di indagine delle istanze popolari, oltre a trovare istanze di rappresentanza adeguata.

Nel gruppo di discussione su come affrontare le europee è emersa chiaramente l’indicazione di non sostenere la creazione di liste GJ alle europee, di attivare una campagna di sensibilizzazione sulla natura antidemocratica della UE e sulle conseguenze che le politica dell’Unione hanno sulla vita delle persone, oltre a pensare dei momenti per ampliare il fronte di lotta, elaborando un appello agli altri popoli europei e pensando ad un momento di mobilitazione continentale a Bruxelles prima delle elezioni di fine maggio.

Il gruppo di discussione ha voluto chiarire come l’indicazione di voto o meno non sia qualcosa che possa essere deciso, ma che pertiene alle singole realtà, così come le forme con cui si affronterà in quei giorni questa scadenza, convergendo sul fatto che il fine principale consiste nel penalizzare Macron ed il movimento da lui creato.

Da segnalare che il gruppo di discussione sulle alleanze e le convergenze ha posto con forza il problema di un maggiore coinvolgimento dei giovani ed una maggiore attenzione alle mobilitazioni giovanili sul cambiamento climatico, e di come la militanza in una sigla sindacale combattiva e l’essere GJ non siano in contrasto, ma anzi parti integranti di una unica lotta.

Un gruppo di discussione specifico è sorto sulla questione ecologica, indice del fatto che sia un nodo centrale nella vera discussione dei GJ.

La giornata di oggi sarà un altro momento di intenso dibattito e di coordinamento e partirà con la conferenza stampa in mattinata.

Lo sforzo organizzativo è stato notevole, così come la capacità di gestione della discussione, andando subito al cuore dei problemi e prefigurando le proposte dentro un confronto ampio molto disciplinato, così come è notevole il livello di coscienza politica maturato in questi mesi, lontano anni luce dalle chiacchiere inconcludenti tipiche del ceto politico residuale della sinistra nostrana.

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