Il 6 e 7 luglio i paesi membri della Nato si riuniranno per il loro vertice annuale ad Ankara. I temi prioritari in agenda riguardano l’aumento delle spese militari dei paesi europei (sui quali insistono gli USA) e il sostegno militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia.
Ma a complicare il clima del vertice Nato ci sono prima state le contumelie di Trump contro gli alleati ritenuti “irrilevanti” durante l’aggressione all’Iran, poi è arrivata la gaffe del segretario della Nato, Mark Rutte, sui voli militari USA dall’Europa durante la guerra, nel servile tentativo di compiacere il padrino statunitense.
A complicare ulteriormente il quadro è anche la notizia, riportata dal New York Times, e confermata da varie fonti al Pentagono, di una prossima revisione della presenza militare americana in Europa. Si tratta della conferma di come Washington non esiti a usare la propria presenza militare in Europa come leva negoziale. E la cosa sembra funzionare, visto che i benefici del riarmo europeo stanno andando anche e soprattutto alle industrie militari statunitensi.
Ma al vertice Nato di Ankara gli europei si presenteranno sapendo che l’Alleanza atlantica non è più un dato acquisito. Tanto che sul piano dell’aumento delle spese militari si stanno allineando un po’ tutti i paesi europei.
Al vertice dello scorso anno all’Aia, i paesi membri dell’alleanza si erano impegnati a investire annualmente almeno il 5% del PIL nella difesa entro il 2035.
Il sito ufficiale della Nato comunica che nel 2025, gli Alleati europei e il Canada hanno già aumentato la spesa per la difesa di oltre 90 miliardi di USD (ai prezzi del 2021, ovvero quasi 139 miliardi di USD in termini nominali) – un aumento di quasi il 20% rispetto al 2024.
Negli ultimi dieci anni, hanno costantemente aumentato le spese militari – dall’1,4% del PIL complessivo nel 2014 al 2,3% nel 2025, quando hanno investito complessivamente oltre 571 miliardi di USD (a prezzi del 2021) nella difesa.
La traiettoria e l’equilibrio della spesa secondo questo piano saranno rivisti nel 2029, alla luce del contesto strategico e degli attuali ‘Obiettivi di Capacità’.
Sul piano della guerra in Ucraina, i paesi membri della NATO stanno inviando armi, munizioni e molti tipi di equipaggiamento militare leggero e pesante a Kyev, inclusi sistemi anticarro e di difesa aerea, sistemi di artiglieria, munizioni, droni, carri armati e caccia.
La protezione assicurata dall’Articolo 5 della NATO e la sua promessa di difesa collettiva danno ai paesi membri che stanno riarmando l’Ucraina la garanzia di poter inviare armi in Ucraina senza compromettere la propria sicurezza. Inoltre, le forze della Nato stanno addestrando truppe ucraine all’uso di queste attrezzature.
Per garantire che il sostegno militare all’Ucraina continui, i paesi Nato, al vertice di Washington del 2024, hanno sottoscritto un Impegno di Assistenza Sicurezza a Lungo Termine per l’Ucraina. In base a questo impegno, gli Alleati hanno concordato di fornire un finanziamento minimo di 40 miliardi di euro nel 2024 e livelli sostenibili di assistenza alla sicurezza affinché l’Ucraina “prevalga sulla Russia”.
Ma i paesi della Nato hanno superato abbondantemente questo impegno già nel 2024 – fornendo oltre 50 miliardi di euro, quasi il 60% dei quali proveniva dagli Alleati europei e dal Canada.
Parallelamente al vertice Nato vero e proprio, il 7 luglio – sempre ad Ankara – si riunirà Il Forum dell’Industria della Difesa (NSDIF26), il principale evento di alto livello della NATO sulla produzione, gli investimenti e l’innovazione transatlantica nella difesa. Parte integrante del Vertice NATO 2026, il Forum riunirà alti funzionari NATO, alleati e partner, leader industriali per promuovere l’industria bellica, l’innovazione e per discutere le questioni più urgenti.
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