Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

13/05/2014

Assurdo Afghanistan Offensiva di primavera e voto presidenziale


Ieri l’avvio della tradizionale offensiva di primavera da parte dei talebani. Ancora incerta invece la data del ballottaggio presidenziale tra l’ex ministro degli esteri Abdullah Abdullah e l’ex economista della Banca Mondiale Ashraf Ghani. L’apparato militare e di sicurezza Isaf smobilita.

La primavera alle pendici dell’Hindu Kush afgano che dà l’avvio all’Himalaya arriva in ritardo. Metà maggio e come da tradizione le milizie ribelli afghane intensificano gli attacchi contro obiettivi governativi e dell’esercito. La modernità dei comunicati stampa per l’annuncio in quattro lingue. Tanto perché amici e nemici non si facciano cogliere di sorpresa. L’Afghanistan dell’assurdo. Puntuali, hanno dato il via all’offensiva di primavera, denominata “Khyber”, forse dal tortuoso passo che collega col Pakistan, la terra di nessuno dove regnano i signori della guerra, ma solo quella santa della jihad. In Afghanistan si ripete ogni anno ed è diventato una sorta di rito.


Rispetto al passato questa però è una stagione cruciale. Sì, la solita campagna di primavera con i soliti nemici e le solite armi, ma ora con le forze internazionali sul piede di partenza e il ballottaggio presidenziale tra Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani che “forse” si terrà a giugno. L’ex ministro degli esteri Afghano Abdullah Abdullah, ha annunciato di aver formato un’alleanza con Zalmay Rassoul, il candidato presidente che è arrivato terzo al primo turno delle elezioni presidenziali, il 5 aprile. Poche chances per l’ex della Banca Mondiale Ashraf Ghani. Abdullah, col 44 per cento dei voti al primo turno e il 10 per cento di Rassoul dovrebbe avere la certezza di succedere a Karzai.


Ma torniamo alla guerra. Stando a quanto annunciato nel loro comunicato, quest’anno i talebani hanno deciso di utilizzare moderne tecniche militari, ricorrendo sia agli attacchi frontali che ai ben noti attacchi suicidi, e avranno come obiettivi gli invasori stranieri, i loro sostenitori, i contractors civili e militari e coloro che a vario titolo in questi anni hanno collaborato con gli internazionali, inclusi interpreti, amministratori e tecnici. Nessuna possibilità di negoziato tra il governo di Kabul e le milizie ribelli come dimostrano gli attacchi sferrati già dall’inizio ufficiale dell’offensiva. Un bollettino di una guerra appena agli inizi con rischi per le truppe della missione ISAF.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento