Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

14/05/2014

Siria tra due guerre ribelli contro ribelli e Assad sta vincendo


Le forze governative di Damasco stanno riprendendo il controllo di vaste aree del Paese grazie anche agli scontri sempre più estesi tra le formazioni jihadiste ribelli che si fronteggiano tra loro. Popolazione civile intrappolata tra due guerre mentre una parte combatte guardando all’Iraq.
In Siria ormai si stanno combattendo due guerre di cui la più feroce è quella tra le formazioni dell’opposizione che sta prendendo il sopravvento sul conflitto contro il regime del presidente Bashar Assad. Due componenti tra le formazioni i ribelli e tre piccoli eserciti ormai allo scontro tra loro. Da un lato le minoritarie formazioni laiche dell’ELS, l’Esercito Libero Siriano. Poi le due formazioni di jihadismo integralista: i miliziani del Fronte Al Nusra, Al Qaeda per intenderci e l’ISIL, lo ‘Stato Islamico dell’Iraq e del Levante’. Problemi di controllo dei territori conquistati e interessi strategici.


Ad esempio quelli dei miliziani dello ‘Stato Islamico dell’Iraq e del Levante’, in maggioranza stranieri addestrati in Iraq che non rispondono più agli ordini del leader di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri. Dissenso non solo gerarchico-politico-religioso. Obiettivo territoriale chiaro quello di ISIL che punta alla conquista dell’intera provincia che confina con l’Iraq, in modo da creare un passaggio unificato con la regione di Anbar, anch’essa terreno di un violento scontro settario fra sunniti e sciiti. E la Siria lacerata da tre anni, diventa anche campo di battaglia per guerre altrui.

Gli scontri più feroci dunque sono tra Al Nusra e ISIL. I combattenti dell'ISIL dopo aver sottratto Raqqa al controllo di Al Nusra a gennaio, lo scorso weekend sono avanzati nella provincia orientale di Deir al-Zor, regione petrolifera siriana. Al Zawahiri - l’erede di Bin Laden - ha fatto appello ai miliziani dell’ISIL affinché rientrino in Iraq per sostenere la lotta dei jihadisti iracheni contro il governo di Baghdad, ma ha incassato un rifiuto umiliante. “Impossibile eseguire l’ordine” la risposta di Abu Mohammed al-Adnani a nome del gruppo. Nessuna ritirata dalla Siria e al-Qaeda in crisi di autorità.


Tutto questo sta provocando centinaia di morti tra i miliziani, ma soprattutto, sta costringendo alla fuga decine di migliaia di civili. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, nell’area di Deir al-Zor circa 250 miliziani sono morti negli scontri, mentre gran parte della popolazione civile sta evacuando la città che è ancora sotto il controllo di Al Nusra, mentre l’ISIL sta progressivamente occupando le zone circostanti. Anche il solo controllo della zona - spiega LookOut - significherebbe per ISIL la conquista di un’area strategica di 500 miglia che collega l’Iraq al confine con la Turchia.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento