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06/09/2014

Al Qaeda fa l’indiana in gara col Califfo

Allerta antiterrorismo delle autorità indiane dopo che il leader di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri, s’è rivolto in un video ai musulmani in Myanmar, Bangladesh e negli stati indiani del Gujarat, l’Assam e il Kashmir per liberare le proprie terre, la propria sovranità e poter rivivere il califfato.

Una sfida aperta e clamorosa. In un messaggio video di 55 minuti, considerato autentico dal governo di Nuova Delhi, al Zawahiri si rivolge ai musulmani in Myanmar, Bangladesh e negli stati indiani del Gujarat, l’Assam e il Kashmir perché si riuniscano sotto la bandiera di «Al Qaeda nel Subcontinente indiano» per «combattere la jihad contro i nemici, liberare le proprie terre, restaurare la propria sovranità e far rivivere il califfato». A guidare la nuova branca dell’organizzazione terrorista, annuncia al Zawahiri, sarà Asim Umar, l’attuale capo del comitato “al Qaeda per la Sharia” in Pakistan.

Nel lungo messaggio viene anche riconfermato il legame di lealtà con il leader dei talebani afghani, il mullah Omar. «Siamo in allerta per sventare ogni attacco», ha dichiarato un portavoce del ministro indiano degli Interni, Rajnath Singhj, dopo un vertice sulla sicurezza. La nuova branca dell’organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden è la terza dopo ‘al Qaeda nel Maghreb’ e ‘al Qaeda nella Penisola Arabica’. La scelta del Subcontinente indiano non appare casuale: il passato dell’impero Moghul offre terreno adatto per sviluppare una voglia di riscossa musulmana in India.

In India vive una forte minoranza islamica ed è ora governato dal partito nazionalista hindu. L’islam ha avuto recenti problemi. A Gujarat - uno degli stati a popolazione musulmana - nel 2002 ci sono state violenze con centinaia di morti tra i musulmani. Nell’Assam, scontri fra tribù locali e musulmani bengalesi con migliaia di sfollati. Il Kashimir, conteso fra India e Pakistan, è da decenni teatro di tensioni interreligiose. In Myanmar (ex Birmania) la minoranza musulmana dei Rohingya è oggetto di violenze. Ma al Qaeda, ipotesi del Washington Post, vuole contrastare i rivali dello Stato Islamico.

L’organizzazione guidata dall’autoproclamato Califfo al Baghdadi sta cercando infatti di far breccia anche in quest’area. Alcuni musulmani indiani sono già partiti volontari per la Siria dopo un video di reclutamento in urdu, tamil e altre lingue locali. In Pakistan e Afghanistan sono stati distribuiti volantini scritti in pashtu e dari, mentre alcune fazioni di talebani hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico. L’India ha subito molti e gravi attentati terroristici di matrice islamista, come avvenuto a Mumbai nel 2008 con 166 morti, attribuiti al gruppo pachistano Lashkar-i-Toiba, collegato ad al Qaeda.

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