Ora è ufficiale. La Reuters ha svelato che acune fonti hanno confermato la presenza del dossier che regalerebbe al rigassificatore OLT (e quindi alle società che lo detengono) una valanga di soldi da prendere dalle nostre bollette.
Oggi che il terminale della OLT giace inoperoso di fronte alle nostre coste, il progetto si mostra per quello che è sempre stato, cioè inutile perché di gas in Italia ne arriva fin troppo soprattutto oggi con la crisi economica e la concorrenza delle rinnovabili. Oltre ad essere pericoloso per i rischi di incidente e dannoso per l’ambiente. Eppure per anni i livornesi sono stati bombardati da una propaganda tesa a dipingere il terminale come un grande beneficio per la città. Salvataggio del Cantiere Navale, metanizzazione della centrale ENEL, benefici occupazionali, riduzioni della bollette del gas, compensazioni per sistemare lo stadio, tutte promesse rivelatesi con il passare del tempo per quello che erano: bugie.
Ecco di seguito la breve nota dell'agenzia.
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Italia riconosce rigassificatore "strategico"
lunedì 15 settembre 2014 18:11
ROMA, 15 settembre (Reuters) - Il ministero dello Sviluppo economico ha riconosciuto al rigassificatore galleggiante Olt (Offshore Lng Toscana), controllato da E.On e Iren e situato al largo di Livorno, la qualifica di infrastruttura strategica che dà diritto al riconoscimento di una tariffa sicura anche in caso di mancato riempimento dei serbatoi.
Lo riferiscono due fonti a conoscenza del dossier.
"Il 3 settembre è stato firmato il decreto", ha detto la prima fonte.
La seconda fonte dell'autorità dell'Energia spiega che il meccanismo proposto "è una garanzia di pagamento della tariffa che può arrivare al 64% nel caso in cui il serbatoio rimanesse completamente vuoto".
In caso di riempimento al 50% la società si vedrebbe riconosciuti ricavi sicuri per il 14%, pari alla differenza tra il livello di riempimento (50%) e il tetto del 64% fissato dall'autorità, ha spiegato ancora la fonte.
L'autorità ha previsto per l'infrastruttura Olt un livello di garanzia lievemente inferiore a quello generalmente riconosciuto alle opere classificate come strategiche. Questo perché la società aveva inizialmente richiesto una deroga dall'obbligo di cessione a terzi della capacità per poi ritornare sui propri passi e chiedere la qualifica di infrastruttura strategica.
(Alberto Sisto)
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Da parte nostra non possiamo che mettere di seguito tutti i link che parlano di questo ennesimo balzello messo per sostenere un progetto che per almeno 10 anni è stato definito da una parte di città "inutile, dannoso e pericoloso".
Fonte
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