Ucraina, firmato l’accordo per il cessate il fuoco. Kiev e i filorussi siglano il protocollo valido dalle 17 di oggi. Ma la Nato minaccia ancora sanzioni e si espande ad est. Cinque basi - intervento rapido - fra Paesi baltici, Polonia e Romania. Applausi finali al vertice Nato, ma divisioni interne.
L’Ucraina e i ribelli filo-russi hanno firmato a Minsk un accordo per un cessate il fuoco nelle regioni orientali a partire dalle 17 ora italiana. I rappresentanti di Kiev e delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno siglato un protocollo di 14 punti che include tutti gli aspetti del controllo, dello scambio di prigionieri e altre questioni. L’intesa è stata raggiunta alla presenza di una delegazione russa e di una dell’Osce. «A Minsk hanno firmato il protocollo per il cessate il fuoco», ha twittato il presidente ucraino Poroshenko confermando l’entrata in vigore ora.
Poco dopo l’inizio della riunione a Minsk, il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk aveva lanciato la provocazione sulla questione della presunta presenza militare russa. «Il piano deve comprendere il ritiro dell’esercito russo, di banditi e terroristi, e il ripristino dei confini», ha detto in un incontro con il suo governo. Intanto, però, i combattimenti sono proseguiti tutta la mattina. In particolare nel porto industriale di Mariupol, la seconda città più importante della regione di Donetsk e strategico porto sul mare di Azov. Notizie incerte sull’ingresso dai ribelli nella città ma smentito da Kiev.
L’amministrazione regionale riferisce di 7 civili morti - tra cui due bambini - e 23 feriti nei villaggi circostanti. Nella notte i bombardamenti dell’esercito di Kiev hanno ucciso almeno cinque civili nella principale roccaforte ribelle, Donetsk. In tutto sette soldati sono morti ed altri 59 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nella zona del conflitto con i ribelli filorussi nel sud-est ucraino. E’ utile ricordare, proprio nell’occasione dell’accordo di ’cessate il fuoco’, l’enormità delle perdite umane per non parlare delle distruzioni. Dall’inizio del conflitto sono morti 846 militari e 3072 sono i feriti.
A Newport, nella «due giorni» al vertice della Nato, i leader dell’Alleanza Atlantica hanno ribadito il pieno sostegno all’Ucraina, confermando le nuove sanzioni contro la Russia salvo sconti per la tregua. E corsa armata verso Est. Rap si chiama: una forza di intervento immediato che avrà cinque basi-deposito nei paesi baltici, Polonia e Romania e «avrà una presenza continua» nell’est europeo. Il Regno Unito parteciperà con 3.500 soldati. Obiettivo, rassicurare i Paesi membri della Nato che una volta appartenevano al blocco sovietico, Paesi baltici, Lituania, Estonia e Lettonia e la Polonia.
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