Ancora una volta i jet israeliani hanno colpito la Siria. A riferirlo
stamane è l’agenzia siriana Sana. Il raid è avvenuto nella notte a Tal al-Hara, nel governatorato di Deraa
(sud del Paese), un’area molto importante dal punto di vista strategico
dato che affaccia sulle Alture del Golan occupate da Israele.
Secondo quanto riporta l’agenzia filo-governativo siriana Sana, i
bombardamenti avrebbero creato soltanto dei danni e sarebbero stati in
parte respinti dal sistema difensivo siriano. Tel Aviv, scrive Sana,
starebbe portando avanti anche una “guerra elettronica” sottoponendo i
radar siriani a interferenza.
Il raid a Tal al-Hara giunge a una settimana di distanza dall’ultimo attacco israeliano in territorio siriano
durante il quale sono state colpite alcune postazioni militari di
Damasco sulle Alture del Golan (tre soldati sono rimasti uccisi, sette i
feriti). Tel Aviv ha giustificato l’attacco parlando di una “risposta”
ai due razzi lanciati dalla Siria verso il Monte Hermon, sul “suo”
territorio.
Nell’ultimo anno Israele ha ammesso di aver compiuto decine
di raid contro “obiettivi iraniani” presenti nel confinante stato arabo.
Lo stato ebraico è stato chiaro: impedirà in ogni modo possibile che la
“nemica” Iran possa mantenere una presenza militare in Siria. Secondo
quanto ha riportato la scorsa settimana il canale 13 della tv
israeliana, Israele avrebbe anche chiesto agli Usa di fare pressioni su
Mosca per tenere le forze iraniane ad almeno 70-100 chilometri di distanza dal
confine con lo stato ebraico. La questione sarebbe stata più volte
affrontata dagli americani in vari incontri diplomatici con i russi.
Sui bombardamenti in Siria è stato chiarissimo dieci giorni fa il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
“Lo abbiamo dimostrato più volte nella storia del nostro stato e lo
abbiamo dimostrato anche la scorsa notte – ha detto – quando attaccati,
rispondiamo”. Bibi può ostentare sicurezza (fondamentale in
vista delle elezioni del 17 settembre) perché sa che dalla sua parte ci
sono gli statunitensi. Evidente quanto accaduto la scorsa
settimana quando il presidente Usa non ha fatto riferimento ai due
recenti attacchi israeliani in Siria, ma ha parlato di quelli russi e
siriani nella provincia di Idlib, roccaforte di al-Qa’eda. “Sento che la
Russia, la Siria e, in misura minore l’Iran, stanno bombardando la
provincia di Idlib, uccidendo indiscriminatamente molti civili
innocenti. Il mondo guarda questo massacro. Qual è lo scopo? Cosa
otterrete? Basta!” ha scritto su Twitter.
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