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22/06/2019

Trump. Bombardo l’Iran, forse no. Spaccatura alla Casa Bianca

Ci vorrà qualche informazione di più per capire il dietrofront di Trump rispetto alla decisione di bombardare obiettivi iraniani. Ma la notte alla Casa Bianca deve essere stata una di quelle difficili.

In realtà non è la prima volta che accade. Era successo quattro anni fa con Obama che aveva avviato insieme alla Francia i bombardamenti contro la Siria ma poi avevano fermato le macchine quando i motori erano già accesi.

Dopo il drone militare abbattuto dalla contraerea iraniana Donald Trump aveva approvato attacchi militari mirati contro l’Iran, ma poi ha avuto un ripensamento. Lo scrive il New York Times, citando alcune fonti fra alti funzionari coinvolti o informati sulle decisioni. Secondo le fonti, verso le sette di sera, ufficiali militari e diplomatici erano in attesa dell’attacco dopo un intenso dibattito dentro l’amministrazione alla Casa Bianca.

La Casa Bianca si è spaccata sul possibile attacco. Secondo indiscrezioni, il segretario di stato Mike Pompeo, il consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton e il direttore della Cia Gian Haspel erano a favore di un attacco. A essere scettici erano invece i funzionari del Pentagono, convinti che una tale azione avrebbe causato un’escalation mettendo a rischio le forze statunitensi nell’area.

I leader del Congresso erano stati informati dei piani dell’amministrazione nel corso della riunione tenutasi giovedì nel pomeriggio nella Situation Room della Casa Bianca.

Le fonti hanno riferito che il presidente aveva inizialmente approvato attacchi contro alcuni obiettivi iraniani, come radar e batterie di missili. L’operazione era in corso nelle sue fasi iniziali quando è stata annullata, ha detto un alto funzionario. Gli aerei erano già in aria e le navi erano già in posizione, ma nessun missile è stato lanciato.

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