Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
07/05/2014
In Siria ora si tratta tregua per Homs. Commedia elezioni
Intesa tra formazioni dei ribelli siriani col governo di Damasco per l’evacuazione di Homs, sotto l’assedio delle truppe governative dal 2012. Oltre 2mila miliziani ribelli potranno lasciare la città simbolo della rivolta siriana. I ribelli faranno passare aiuti diretti a 2 città a nord di Aleppo.
Homs è stata la “capitale della rivoluzione” sin dagli inizi della rivolta nel 2011 e il centro dei più aspri combattimenti. Ora i ribelli si ritirano ed è ammissione di sconfitta. Accade a meno di un mese dalle elezioni farsa per il nuovo presidente della repubblica, con Bashar Assad vero il terzo mandato. Per fare finta che siano elezioni vere, l’Alto Tribunale costituzionale ha ammesso altri due concorrenti alla presidenza insieme ad Assad: Maher Abdel Hafiz Hajjar e Hassan Abdallah al-Nuri. Membro del parlamento ed esponente di un’opposizione ufficialmente tollerata dal regime il primo, ed ex ministro il secondo, entrambi per lo più sconosciuti alla maggioranza degli elettori siriani.
Dove e come potranno tenersi le elezioni è l’enigma ancora da svelare. Al momento si voterà solo nelle aree controllate da Damasco sottraendo quel diritto a gran parte della popolazione. Fatta salva la facciata della democrazia formale, conta invece la guerra che non molla di un passo. Sarebbero 150 mila le vittime stimate del conflitto, con milioni di rifugiati nei Paesi confinanti. L’esercito regolare sta portando avanti l’offensiva a Mleiha, un centro strategico a sud est della capitale sotto assedio da più di un anno. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, oltre la metà della città sarebbe in mano ai governativi, grazie al supporto dei miliziani libanesi di Hezbollah.
Nelle ultime settimane, le forze governative hanno aumentato la pressione sui gruppi ribelli costringendoli a ritirarsi da molte delle roccaforti che avevano conquistato attorno alla capitale. Damasco sembra essere saldamente nelle mani del regime, nonostante gli attentati che la hanno colpita. Diversa la situazione segnalata ad Aleppo. Qui, come in altre aree settentrionali della Siria, la capacità di reazione da parte dei ribelli è nettamente maggiore. Situazione estremamente instabile che condiziona anche il trasferimento delle armi chimiche. Consegne, arrivate al 92,2%. Il 7,8% che rimane si troverebbe in un sito attualmente difficile da raggiungere, ragione dell’ulteriore ritardo.
Top Secret su quando i cargo scandinavi Ark Futura e Taiko trasferiranno le circa 560 tonnellate di armi dal porto di Latakia a quello italiano di Gioia Tauro, per passare sulla nave laboratorio Usa Cape Ray per la distruzione.
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