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venerdì 25 gennaio 2019

Berlino tratta con Mosca sull’Ucraina, senza Ue

Heiko Mass, Ministro degli Esteri tedesco, 4 giorni fa è volato a Mosca per trattare una soluzione per la controversia russo-ucraina (o meglio tra la Russia e lo stato nazista ucraino protettorato dei tedeschi) sullo Stretto di Kerch. Un chiaro segno che i tedeschi si sentono di giocare un ruolo da player mondiale, da grande potenza, cosa peraltro rivendicata pubblicamente proprio da Heiko Mass in più di una circostanza. Ora, lasciando perdere che questa trattativa condotta pubblicamente dalla Germania è illuminante sotto due aspetti:

1) l’UE non esiste. Infatti a rigore di logica sarebbe spettato eventualmente alla Mogherini andare a trattare con Lavorov con la giustificazione che l’Ucraina è un paese cuscinetto tra la Russia e la UE. Invece niente, è andato direttamente Mass sebbene la Germania non confini neanche con l’Ucraina e peraltro la Germania non risulta abbia alcuno sbocco nel Mar Nero.

2) è quasi un’ammissione che il governo Poroshenko di Kiev è in realtà un protettorato tedesco. Protettorato peraltro già esistente due volte nell’ultimo secolo, la prima volta all’epoca della Rivoluzione Sovietica e la seconda durante il III° Reich.

Ora, l’accordo trovato tra Lavrov e Maas è stato il seguente: si manderanno degli osservatori a valutare il rispetto delle regole internazionali nel tratto di mare conteso. Osservatori europei? No. Osservatori OCSE? No. Osservatori Nato? No. Osservatori francesi e tedeschi (lo scavalco dell’entità europoide è evidente). Ecco qui la prima manifestazione del nuovo impero franco-tedesco nato oggi ad Aquisgrana.

Bene così, anzi male. Qualcuno a Parigi e a Berlino ha perso il lume della ragione.

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