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domenica 13 gennaio 2019

Carige - Un banca salvata e lasciata a chi l’ha portata al fallimento

Il salvataggio di Carige lo paghiamo noi. A beneficio di padroni e speculatori

Il Sistema Carige era già scoppiato da un bel po’. Abbiamo tutti la memoria corta ma Giovanni Berneschi, l’ex Presidente di Carige è stato condannato nel febbraio 2017. Uno scandalo presto chiuso e raccontato come una normale storia da ladro di quartiere. Evidentemente in città nessuno lo conosceva.

In tutti questi anni, Carige ha rappresentato l’anello di congiunzione tra politica e affari in Liguria. La cupola era ben nota a tutti, dalle alte sfere della Chiesa a Scajola e Burlando. Un direttorio che ha finanziarizzato l’economia a Genova e in Liguria, lasciando marcire le attività produttive per concentrarsi su grandi opere utili solo a speculare (porticcioli, gronda, terzo valico etc.).

Il meccanismo del salvataggio è chiaro: si risana con i nostri soldi (fino a 4 miliardi secondo il decreto approvato ieri) per garantire che le speculazioni procedano. Non si salvano i correntisti (comunque già garantiti dalla legge fino a 100 mila euro), ci si preoccupa dei dipendenti, che sarebbe anche corretto, non fosse che poi non si muove un dito per frenare i licenziamenti di massa che stanno colpendo tutto il settore con la chiusura delle filiali di tutte le banche.

Dopo aver trasformato il debito privato degli speculatori colmi d’oro in debito pubblico (cioè togliendo soldi a chi lavora per darli ai padroni), si regalerà Carige risanata a qualche altro gruppo bancario. Perché di nazionalizzare la banca, per farne almeno un patrimonio di tutti, proprio non viene in mente né a chi governava prima né a quelli di oggi. Il nuovo governo è perfettamente in linea con i governi precedenti e, in effetti, il PD non può che applaudire. Possono pure continuare a litigare su chi è più amico dei banchieri o su chi ha cominciato prima, tanto, a pagare saremo sempre noi cittadini e lavoratori.

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Carige: 1,3 miliardi dal Governo per salvarla

Cristiana GagliarducciMoney.it

I dettagli del salvataggio di Banca Carige: costerà allo Stato 1,3 miliardi di euro. Ecco dove verranno presi i soldi

Per il salvataggio di Banca Carige il Governo italiano è sceso in campo mettendo sul piatto un fondo da 1,3 miliardi di euro.

La bozza del decreto è iniziata a circolare nella giornata di lunedì 7 gennaio 2019, ma un dettaglio non è sfuggito: la data riportata in intestazione, novembre 2018, ha confermato che le discussioni dell’esecutivo sul salvataggio di Carige sono iniziate ben prima della fine dell’anno, nello specifico non appena si è reso necessario l’intervento del Fondo Interbancario.

Rispetto alla precedente bozza, però, il Governo ha preferito apportare alcune modifiche al decreto per il salvataggio di Banca Carige. Il testo comunque non ha mancato di suscitare reazioni avverse e commenti sarcastici che hanno trovato ragion d’essere in quanto già accaduto con MPS.

Salvataggio Banca Carige: cosa prevede il decreto

Il MEF ha già garantito fino a 3 miliardi di nuove obbligazioni che lo stesso istituto ligure emetterà nei prossimi giorni, ma non solo. Il Tesoro si è altresì impegnato alla sottoscrizione (massima) di 1 miliardo di nuove azioni Carige che potrebbero vedere la luce in caso di ricapitalizzazione precauzionale.

Come accennato, per il 2019 il Governo italiano ha già stanziato 1,3 miliardi (giù dai 2 miliardi originariamente previsti nella bozza di novembre scorso). In sintesi stiamo parlando di 1 miliardo di euro (al massimo) per la ricapitalizzazione e 300 milioni di garanzie sull’emissione di passività fino a un massimo di 3 miliardi. Il salvataggio di Carige sarà «pagato» dai tagli ai fondi multilaterali di sviluppo e al fondo globale per l’ambiente.

Eppure, per il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia, i soldi pubblici necessari non saranno così tanti: “Penso molti meno di quelli che sono stati stanziati prudentemente, ma non posso dire di più”, ha affermato.

Per Di Maio la nazionalizzazione di Carige è oggi l’unica via percorribile. Il vicepremier ha comunicato la sua intenzione di chiedere ai commissari la lista degli individui esposti nei confronti della banca: “Tutti devono sapere perché è ridotta così e se c’è un altro caso De Benedetti con MPS”.

Una linea condivisa da Giorgetti (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), ma non da Pietro Modiano, uno dei commissari straordinari di Carige che ha tuonato: “La nazionalizzazione non è un ipotesi sul tavolo.”

Commissione europea in focus

Lo schema proposto per la ligure ha ricalcato quasi alla perfezione quello utilizzato con MPS, tanto che gran parte degli osservatori ha già parlato di un vero e proprio «copia e incolla» con il decreto Gentiloni del 2016.

Il decreto per il salvataggio di Carige dovrà ovviamente ricevere il via libera della Commissione europea. L’obiettivo? Quello di evitare le accuse di aiuti di Stato e altresì quello di procedere alla ristrutturazione dell’istituto ligure.

Tra gli ostacoli maggiori anche la cessione di 1,5 miliardi di crediti deteriorati e la ricerca di un partner con cui dar finalmente vita all’agognata fusione.

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