di Giorgio Cremaschi
E così Giorgia Meloni ha fatto filotto.
Dopo l’invito al congresso della CGIL, non appena era stata eletta Presidente del Consiglio; dopo la calda accoglienza nel sindacato di casa, la CISL; ora Meloni ha raccolto grandi applausi dalla UIL. Ci sta.
Giorgia Meloni ha trionfalmente ricordato di essere l’unico capo di governo che è intervenuto in tutti i congressi dei tre sindacati confederali. E ha anche vantato che la piattaforma del governo sul “salario giusto” sia la stessa di CGIL-CISL-UIL. È proprio così.
I sindacati guidati da Landini, Fumarola e Bombardieri, al di là delle chiacchiere, stanno assieme al padronato e al governo nelle peggiori schifezze. Ultima è il sequestro del tfr dei nuovi assunti, a favore dei fondi pensione di cui CGIL-CISL-UIL sono promotori e cogestori.
Il segretario della UIL ha elogiato Meloni, affermando che mai il sindacato aveva ricevuto tanta positiva attenzione dal governo. È tutto reciproco.
Del resto CGIL-CISL-UIL da più di trent’anni firmano contratti al ribasso che non recuperano neanche l’inflazione; e ora propongono alle controparti imprenditoriali un altro patto sociale, che continui questa politica sindacale in perdita. In perdita per i lavoratori naturalmente, ma non per le burocrazie sindacali, che in cambio della loro complicità hanno raccolto ruolo e riconoscimento. E ora è arrivato anche il plauso di Giorgia Meloni.
In questo collaborazionismo confederale con padronato e governo, la posizione della CGIL è forse quella più penosa, perché da un lato fa proclami di lotta, dall’altro accetta tutto quello che passa il convento.
Così Meloni, mentre va in difficoltà su tutto, proprio con CGIL-CISL-UIL raccoglie ancora successi. E questo oramai non dovrebbe stupire nessuno.
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Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
03/07/2026
I meloniani di CGIL-CISL-UIL
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