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07/07/2026

La guerra in Iran fa sballare tutti i calcoli di Trump

Le adunate da regime per il 4 luglio e la rivitalizzazione delle campagne anticomuniste negli USA, potrebbero non salvare Trump da una severa sconfitta nelle elezioni di medio termine a Novembre.

Un sondaggio commissionato dal Financial Times e realizzato dall’agenzia Focaldata tra il 26 e il 30 giugno su 1.795 elettori registrati, vede la maggioranza degli elettori statunitensi ritenere che la guerra contro l’Iran non sia valsa il costo sostenuto dagli Stati Uniti.

Che Trump abbia sbagliato i conti sull’Iran emerge, tra l’altro, da un’intervista rilasciata ad Axios dal presidente statunitense, nella quale ha affermato di essere “rimasto sorpreso nel vedere gli iraniani piangere al funerale della Guida Suprema Ali Khamenei”, in corso a Teheran, e ha ammesso di ritenere invece che la gente lo odiasse. “Forse sono lacrime finte”, ha farfugliato Trump.

Secondo le evidenze dell’indagine commissionata dal Financial Times, il 58% degli intervistati ritiene che la guerra contro l’Iran non sia valsa il prezzo pagato, mentre il 44% afferma che il conflitto abbia lasciato gli Stati Uniti in una posizione più debole nei confronti di Teheran, contro il 31% che pensa il contrario.

Circa i due terzi degli intervistati giudicano con scetticismo l’intesa provvisoria raggiunta tra Stati Uniti e Iran, ritenendo che avrà scarso impatto sulla stabilità del Medio Oriente o che possa addirittura aumentare il rischio di nuovi conflitti. Solo un elettore su cinque ritiene che l’accordo possa favorire la pace.

Negli scorsi giorni la Casa Bianca aveva chiesto al Congresso di approvare 67 miliardi di dollari di nuovi stanziamenti per coprire i costi della guerra alimentando nuove critiche sia dall’opposizione sia da parte della sua base elettorale.

A risentirne è stato l’indice di approvazione di Trump che è sceso al 36%, due punti in meno rispetto al mese precedente, con un calo più marcato tra gli elettori indipendenti, dove il consenso è sceso al 21%.

In vista delle elezioni di metà mandato di novembre per il Congresso, i Democratici al momento appaiono in vantaggio di sei punti nelle intenzioni di voto, con il 44% delle preferenze contro il 38% dei Repubblicani.

Il sondaggio evidenzia inoltre un sostegno maggioritario alla permanenza degli Stati Uniti nella Nato. Su questo il 53% degli elettori ritiene che Washington debba restare nell’Alleanza, contro il 23% favorevole all’uscita.

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