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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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13/04/2017

L’Autostrada Tirrenica è stata cancellata. Esultare o riflettere?

Quella dell’autostrada Tirrenica è una vera storia infinita che parte dalla fine degli anni ’60 e arriva ai giorni nostri, consegnando una strada statale a quattro corsie che parte da Chioma verso sud raggiungendo Grosseto, ritornando ad essere una due corsie pericolosissima e ritrovando successivamente tratti a quattro fino ad innestarsi col tratto Tarquinia-Civitavecchia.
 
Sat, Società Autostrada Tirrenica SpA sta avanzando nel costruire tratti autostradali in direzione nord dopo che nel 2008 ha posizionato un casello autostradale a Rosignano nella fraz. di Vada dove ci sono 4 km di tratto ad un costo pari a 60 cent./€.

Con la revisione del Depf le risorse destinate a questa opera definita strategica per la logistica e per la viabilità pubblica vengono completamente cancellate lasciando l’impostazione del project finance completamente spiazzata. Al momento nessuno sa cosa accadrà, quali ripercussioni finanziarie si produrranno nella gestione di Sat di quest’opera, quali reazioni si produrranno sul piano giuridico e di fatto quale situazione si creerà sui cantieri. Che fine farà il casello dei 60cent./€? Lo stato del sito Sat www.tirrenica.it da l’idea di quanto la scelta di non finanziare più l'opera sia stata repentina e impensabile, essendo arrivata in maniera deflagrante tanto che al momento nessuna reazione ufficiale è stata comunicata.

Gentiloni ritiene che la SS1 Aurelia ritorni ad essere una via di comunicazione extraurbana, quindi una strada nazionale, come all’atto pratico è rimasta escluso i brevi tratti autostradali di nuova realizzazione. Questa decisione riporta tutto in mano all’Anas e ci chiediamo cosa sia oggi Anas e cosa possa permettersi di fare in un contesto di completa destrutturazione delle funzioni pubbliche del nostro Stato in crisi. Come facciamo ad esultare? Riflettiamo piuttosto affinché i problemi di sicurezza e funzionalità logistica vengano risolti nel modo migliore e in tempi certi.

L’altro elemento determinate è il pedaggio del quale è chiaramente auspicabile l’eliminazione come ogni viabilità extraurbana ha, che siano collegamenti tra città o cinture tangenziali. Sarebbe importante un consorzio di realizzazione tra Comuni su cui passa il tracciato stradale di interesse nazionale che con Anas regoleranno la vita dell’opera, magari evitando gli scandali. Forse sarebbe la volta buona poiché i Comuni sono quel soggetto che vuole per primo la soluzione al problema.

E’ inutile anche commentare le dichiarazioni di Rossi fatte al Forum nazionale della Logistica, presente anche Nencini, dove si indicava la Tirrenica come opera strategica in completamento. Situazioni buffe che purtroppo ci danno la misura dell’impreparazione di una classe politica che ha promosso di tutto e di più nei modi più variegati senza portare a compimento niente.

Riavvolgiamo il nastro e consideriamo un aspetto sempre poco discusso e solo usato strategicamente come argomento politico quale appunto il capitolo dei dati sulla frequenza dei passaggi che come sempre sono stati il risultato di una stupida ed errata manipolazione tra previsioni sovrastimate di crescita del PIL nazionale e conformazione dei nodi logistici portuali. I dati non sono stati mai ben delineati mentre sarebbe il caso che per la prima volta venissero considerati nella loro vera entità e calibrati rispetto a previsioni prudenziali.

Per Senza Soste, Jack RR

11 aprile 2017

22/10/2015

Tangenti Anas, arrestato ex sottosegretario del Pd

Un'inchiesta come tante, una al giorno. Finiscono sulle prime pagine, ci si indigna – giustamente – per il nome più famoso tra gli arrestati (ieri era toccata a Mastrapasqua), e poi via, tutto nel dimenticatoio, dove si accumula il ciarpame della memoria, dove fermenta il risentimento indistinto e idiota dell'ignoranza che si trasforma in rancorosa impotenza. Il successo di cazzate come “la kasta” e i movimenti politici che ci prosperano sopra, nasce da questa impotenza voluta, coltivata, alimentata dal potere.

La notizia di stamani è che la Guardia di finanza sta eseguendo una serie di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Roma nei confronti di dirigenti e funzionari dell'Anas (la società che costruisce e mantiene le strade statali, ovviamente con soldi pubblici). Coinvolti nell'inchiesta, su diversi episodi corruttivi, anche alcuni imprenditori titolari di società vincitrici di appalti per importanti opere pubbliche e avvocati.

Tra questi l'ex sottosegretario alle Infrastrutture nel governo Prodi, Luigi Meduri che, dal 1999 al 2000, è stato anche presidente della Regione Calabria. Un vecchio democristiano, poi transitato nella Margherita e quindi “naturalmente” approdato al nuovo partito del malaffare nazionale, il Partito Democratico di Matteo Renzi. Un "peone" tra tanti, depositario di pacchetti di voti locali e quindi fugacemente ricompensato con qualche comparsata nella politica nazionale. Non deve essere un caso che tra i reati contestati ci sia anche il “voto di scambio”. Certo, a un livello più basso di quello che si pratica in questi mesi nei due rami del Parlamento...

Non ci sarebbe molto da aggiungere se non fosse per la feroce determinazione con cui i ceti dominanti cercano ogni minuto di allontanare da sé lo sguardo critico di una popolazione disorientata, indirizzandolo invece contro gli ultimi della stratificazione sociale. Ovvero nella fascia della precarietà esistenziale assoluta in cui (quasi) tutti veniamo precipitati e in cui, ovviamente, abbiamo tutti paura di finire.

“Kasta” e razzismo si nutrono alla stessa fonte. Ma l'acqua scende dall'alto, no?

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