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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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30/10/2014

Malala: i soldi del Nobel alle scuole di Gaza

Malala Yousafzai

La premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai, studentessa pachistana di17 anni, ha deciso di donare tutti i soldi (50mila dollari) ricevuti in premio per la ricostruzione delle scuole nella Striscia di Gaza.

Gli edifici scolastici dell’enclave palestinese non sono stati risparmiati dai 52 giorni di bombardamenti israeliani contro Gaza, in cui sono morti circa 2.200 palestinesi, tra cui 505 bambini. Le scuole sono state prese di mira dall’aviazione e dall’artiglieria israeliane per ragioni di “sicurezza” e negli attacchi hanno perso la vita tanti sfollati che vi avevano trovato rifugio. Sono 24 le strutture scolastiche totalmente distrutte, come quella del martoriato centro abitato di Al-Shijaeyyah, raso al suolo dalle bombe.

“Sono onorata di annunciare che tutti i soldi ricevuti in premio andranno agli studenti e alle scuole di un posto in particolare difficoltà: Gaza”, ha detto Malala parlando a Stoccolma alle cerimonia per il ritiro del premio che condivide con Kailash Satyarthi, attivista indiano impegnato a liberare i bambini dalla schiavitù. “I bisogni sono enormi. Oltre metà della popolazione di Gaza ha meno di 18 anni. (Questi giovani) hanno il diritto di ricevere un’istruzione di qualità, la speranza e reali opportunità per costruire il loro futuro. Questi soldi serviranno a ricostruire 65 scuole danneggiate nel recente conflitto”. “Senza istruzione non ci sarà mai la pace”, ha concluso.

La giovane Malala è stata insignita del Premio Nobel per il suo impegno a favore del diritto all’istruzione delle donne e per questo nel 2012 fu vittima di un attentato che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. La sua donazione servirà alla riabilitazione delle scuole Unrwa. Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, 138 studenti che frequentavano i suoi istituti sono rimasti uccisi durante l’offensiva israeliana, mentre 814 sono stati feriti e 560 hanno perso uno o entrambi i genitori. Inoltre, sarà necessaria un’assistenza specifica per tutti i bambini che hanno subito danni gravi e adesso soffrono di disabilità permanenti.

Secondo i dati riportati dal sito Middle East Eye, ci sono circa 500mila studenti a Gaza e di questi circa 24.000 frequentano le 91 scuole gestite dall’Onu, mentre gli altri vanno in quelle pubbliche gestite dal governo, che sono 187. Sono stati danneggiati anche diversi istituti privati: 49 scuole, 5 college e l’Università Islamica di Gaza, oltre a 75 asili e centri diurni.

A Gaza la scuola è ricominciata a metà settembre. Le lezioni danno una parvenza di normalità ai bambini della Striscia, ma negli edifici ci sono ancora sfollati e la carenza di strutture agibili costringe gli istituti ai doppi turni e a formare classi sovraffollate. Inoltre, per la maggioranza degli studenti universitari tornare a studiare sarà un’impresa difficile anche dal punto di vista economico. In tanti hanno perso la casa, oltre ad amici e parenti, nei bombardamenti. Le bombe hanno distrutto anche il diritto allo studio.

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11/10/2014

Malala e Kailash Nobel della pace da paesi nemici


Il Nobel per la pace a Kailash Satyarthi e Malala Yousafzay, paladini dei bambini. Il riconoscimento alla giovane attivista sopravvissuta a un attentato dei talebani e all’eroe della lotta contro i baby schiavi. «Hanno combattuto contro l’oppressione dei bambini e per il diritto all’istruzione».

Il Nobel per la Pace 2014 è stato assegnato a Malala Yousafzai, la ragazzina pakistana vittima di un attentato talebano nel 2009 quando aveva solo 12 anni (perché difendeva il diritto delle bambine allo studio nella valle dello Swat) e all’indiano, Kailash Satyarthi, 60 anni, attivista dei diritti dei bambini. Questo mentre tra India e Pakistan è di nuovo ‘quasi guerra’ sulla frontiera del Kashmir, lo stesso giorno delle minacce del premier pachistano Nawaz Sharif all’India in cui chiede di sospendere immediatamente gli attacchi lungo quel confine da sempre conteso. Oppure sarà guerra.

Non è un caso quindi che il Comitato del Nobel sottolinei il fatto che «Un hindu e una musulmana, un indiano e una pachistana, uniti nella lotta comune per l’istruzione e contro l’estremismo». Nella decisione di dare il Nobel per la Pace a Malala e Kailash Satyarthi è contenuto un messaggio tanto forte quanto semplice: non c’è pacificazione senza istruzione. Sopratutto in quei Paesi dove le sproporzioni tra gruppi sociali sono vere e proprie crepe, abissi che si allargano generazione dopo generazione, non c’è bene migliore dell’educazione che possa ripararle. Pacificazione-istruzione.

L’Accademia ha deciso di premiare la lotta a favore dei bambini e del loro diritto alla istruzione. «I bambini – si legge nel comunicato del Premi – devono poter andare a scuola e non essere sfruttati per denaro. Nei Paesi più poveri del mondo, il 60 per cento della popolazione ha meno di 25 anni d’eta. È un prerequisito per lo sviluppo pacifico del mondo che i diritti dei bambini e dei giovani vengano rispettati. Nelle aree devastate dalla guerra, in particolare gli abusi sui bambini portano al perpetuarsi della violenza generazione dopo generazione”. Guerre e bambini soldato ancora oggi.

Il Comitato del Nobel ha riconosciuto all’indiano Satyarthi "grande coraggio personale, mantenendo la tradizione di Gandhi, guidando varie forme di protesta e dimostrazione, tutte pacifiche, contro il grave sfruttamento dei bambini a scopi di finanziari, contribuendo anche allo sviluppo di importanti convenzioni internazionali sui diritti dei bambini”. Attivista dei diritti umani di 60 anni, impegnato dagli anni ’90 nella lotta contro il lavoro minorile con la sua organizzazione di volontari. L’azione ha permesso di liberare almeno 80mila bambini dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale.

Nel dicembre 2011 la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan pubblicò uno studio in cui si rivelava che in India scompaiono 11 bambini ogni ora, vittime del vasto traffico di esseri umani esistente nel Paese. Prima del Nobel, Satyarthi ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali fra cui, nel 2007, una medaglia dal Senato italiano. Nel maggio 2004 ad un convegno in Italia disse che «basterebbero tre giorni di spesa militare mondiale, pari a 11 miliardi di dollari, per far sparire la piaga del lavoro minorile attraverso l’istruzione data ai 246 milioni di bambini lavoratori».

Malala Yousafzay è la persona più giovane ad essere insignita del Nobel nella storia di tutte le categorie del premio. Eppure già da anni combatte per i diritti della bambine all’educazione e ha dimostrato che bambini e giovani possono anche loro contribuire a migliorare la situazione. «E lo ha fatto nelle circostanze più pericolose: attraverso la sua battaglia eroica, è diventata una voce guida per i diritti dei bambini all’educazione». Ma il punto importante è che un hindu ed una musulmana, un indiano ed una pachistana siano uniti nella lotta per l’educazione contro l’estremismo.

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