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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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17/07/2026

Stragi di Viareggio e Ponte Morandi. Quando la condanna è prevenzione

Le condanne ai manager privati e a pubblici funzionari per il crollo del Ponte Morandi a Genova, sono un atto di giustizia e anche di prevenzione.

Dopo la sentenza definitiva verso Mauro Moretti per la Strage di Viareggio, quella in primo grado per Giovanni Castellucci ex AD delle Autostrade e per Mauro Colletta, dirigente della vigilanza dei Trasporti, con altri 30 imputati, è una conferma importante.

Non c’è mai una “ tragica fatalità” nelle stragi di cittadini e negli omicidi dei lavoratori.

C’è invece la precisa RESPONSABILITÀ di chi dovrebbe fare e non fa e di chi dovrebbe controllare e non controlla.

Le condanne non restituiscono le vittime ai familiari, ma danno loro il conforto che la loro lotta per avere giustizia non sia stata vana.

E soprattutto queste condanne servono per l’oggi e il domani.

Il governo e le imprese hanno cominciato il loro pianto ipocrita su queste condanne; e magari preparano già qualche porcata legislativa per renderle più difficili.

I manager non possono fare il loro lavoro tranquillamente, se su di loro incombe la minaccia delle condanne! E i responsabili pubblici non possono temere di pagare se non controllano!

Questo stanno ripetendo su giornali e tv i garantisti dei padroni.

E invece sì, chi progetta un’opera, chi la gestisce, chi organizza il lavoro e la vita, chi dovrebbe verificare che tutto questo sia sicuro, tutti costoro dovrebbero avere come prima paura quella di fare del male alle persone.

E questo timore dovrebbe essere ben superiore a quello di non realizzare un profitto adeguato, o a quello di non rispettare le prerogative delle imprese.

In un paese dove centinaia di persone sono morte in stragi colpose e quindicimila sono state uccise sul lavoro in dieci anni, le sentenze dure contro i responsabili servono. Anzi ce ne sono ancora troppo poche.

È vero che prima di tutto bisognerebbe fare la prevenzione, ma quando il sistema degli affari distrugge tante vite e il potere pubblico è subalterno o complice, anche la condanna penale di dirigenti e manager diventa prevenzione.

Fonte

30/12/2012

Lettera dei familiari della strage di Viareggio: "Dolore per la candidatura di Moretti col Pd"

Dal “Corriere della Sera” al nostro infinito dolore!


Viareggio_corteo_1_annoViareggio- Giovedì 27 dicembre, a pag. 9 del “Corriere della Sera”: “ … è partito, forte come non mai, il pressing nei confronti di Moretti. Il massimo per il Pd sarebbe avere in lista l’Ad delle Fs. Ma se ciò non fosse possibile, il Pd non dispera di poter avere Moretti nella compagine governativa. Per lui sarebbe già pronta la poltrona oggi occupata da Passera: quella di super ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Ma si tratta di un’impresa difficile: i vertici del Pd non sono ancora riusciti a strappare un sì all’Ad delle Fs“.

Il cav. Moretti, indagato da sempre per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 e dal 18 dicembre 2012 imputato per la stessa, è diventato piatto prelibato per il Partito democratico .  Finalmente, anche il Partito “democratico” non vede l’ora di avere nel (suo) governo un imputato per la strage di Viareggio, un imputato che familiari e cittadini di Viareggio ritengono uno dei massimi responsabili delle 32 vittime e dei feriti gravissimi che per tutta la vita avranno addosso i segni di quella tragica notte. La realtà, troppo spesso, riesce a superare, di gran lunga, la fantasia!

Credevo che il Pd fosse il partito più vicino alla gente comune, a fianco dei lavoratori che non arrivano a fine del mese, il partito che per anni ho votato “credendo” che fosse la soluzione ai tanti problemi del nostro paese e adesso leggo che avrebbe piacere a candidare l’imputato Moretti. Un Amministratore delegato che ha sulla coscienza la morte di mia figlia Emanuela e di altre 31 persone (mamme, papà, fratelli, sorelle, nipoti, figli …).

Voi (del Pd) non vi rendete conto di cosa stiamo parlando! Ma posso aiutarvi: provate a pensare, ad immedesimarvi per pochi minuti che al Natale appena trascorso (il 4° per noi) alla vostra tavola vi sia il posto vuoto, di vostro figlio, di vostro nipotino, di vostra madre o di vostra sorella … Ma voglio aiutarvi ancora: prima del pranzo del santo Natale siete andati al cimitero a trovarli, a salutarli, a portar loro un fiore; sono tutti lì, tutti insieme, voi andate a trovare vostro figlio ma siete a trovarli tutti! Ecco, provate ad immaginare ma, se Dio vuole, non ci riuscirete mai, perché mai potrete minimamente avvicinarvi al nostro dolore che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto ci martella nel corpo e nell’anima.

E Lei, dottor Bersani, pensa addirittura che avere tra le proprie fila il cav. Moretti sia il massimo? O addirittura di portarlo in Parlamento o averlo ministro delle Infrastrutture?

Ho ancora impresso il ricordo di quando, l’8 settembre 2011, venne a Viareggio il dott. Matteo Mauri, per convincerci a non essere presenti alla festa del Pd a Genova dove, il giorno successivo, era stato invitato il dottor Moretti a parlare di trasporti … Oppure, quando il Mauri è venuto a Viareggio la primavera scorsa per proporci (come contentino?) un Convegno sulla “sicurezza in ferrovia” che per la presenza stessa del sig. Moretti non avremmo potuto accettare perché noi familiari non siederemo a fianco di chi riteniamo responsabile della morte dei nostri cari. Oppure, quando avete organizzato il dibattito “Sistema dei trasporti e sviluppo sostenibile” il 21 settembre scorso alla Festa nazionale del Turismo a Milano Marittima con l’intervento dell’Ad delle Fs Moretti.

Una costante questa, di mettere dovunque il dottor Moretti, anche alla festa del Turismo. Non funziona così, perlomeno per noi, persone semplici e normali, proprio non funziona così! Arrivederci, grazie per l’attenzione e…….auguri!

28 dicembre 2012

Daniela Rombi -  Presidente dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009

Fonte

Dopo Grasso mancava giusto Moretti.
Nel frattempo la tanto sbandierata società civile continua a restare al palo, oscurata da tutti questi giganti della rivoluzione civile che "scendono" in politica.
E' quasi matematico che non cambierà un cazzo anche con le prossime elezioni.