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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

07/01/2015

Norma SalvaBerlusconi: cinquantun per Renzi e la Manzione

Uno degli episodi che meglio spiegano Renzi e il renzismo è la vicenda del capo dei vigili urbani di Firenze (lo è stata per qualche mese anche a Livorno), Antonella Manzione, alla segreteria di Palazzo Chigi. Scandalo perché secondo la Corte dei Conti non aveva alcun titolo per farlo. Il suo incarico di solito veniva ricoperto da magistrati amministrativi ed il precedente segretario aveva passato il concorso da consigliere di stato. Il tutto fu sistemato, nel senso che Renzi è riuscito a nominarla lo stesso, adducendo errori formali nel primo decreto di nomina della Manzione riformulandone un secondo più adatto a superare i rilievi della Corte Costituzionale.

Era l'aprile 2014 e questo scontro interno alle istituzioni dette subito la misura che Renzi non voleva in posti chiave delle figure autorevoli o con un passato pesante alle spalle, ma soprattutto che voleva fedelissimi esecutori. Il Tirreno in quei giorni andò in soccorso a Renzi ed alla Manzione con una serie di paginoni agiografici sulla "vigilessa" che andava a Palazzo Chigi all'apice di una grande carriera. I problemi posti dalla Corte dei Conti furono relegati ad un unico passaggio che ricordava il problemuccio: "la direttrice del dipartimento affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio è nel mirino, bersagliata dai super burocrati dei ministeri". Come dire, poverina la vecchia politica e i super burocrati attaccati alla poltrona e con la polvere sulla giacca ce l'hanno con il grande innovatore Renzi e i suoi giovani sodali.

In queste ore è successo che sia venuto fuori il nome di colei che ha messo mano alla norma salva Berlusconi all'interno della delega fiscale. L’Huffington Post aveva indicato nel viceministro dell’Economia Luigi Casero, ex Fi approdato nell’Ncd, che non solo ha smentito seccamente, ma ha confermato che le modifiche incriminate sono state introdotte a “casa” di Renzi, cioè alla Presidenza del consiglio indicando proprio il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi guidato da Antonella Manzione (che fra l'altro è sorella del sottosegretario all'Interno Domenico Manzione tanto per non farsi mancare nulla).

Insomma, una vicenda che una volta scoperti i protagonisti non può che portare chiaramente a Matteo Renzi e a tutte le sue trame segrete per arrivare a fine mandato e eseguire lo schema che la troika gli ha affidato. Ogni tanto però a fare i patti col Diavolo e sulla testa di tutti, si inciampa.

Redazione, 6 gennaio 2015

Fonte

Come i migliori democristiani della prima repubblica, quelli addestrati ad ogni sotterfugio e ai più infami dei colpi bassi.

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