Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
Visualizzazione post con etichetta Lidia Undiemi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lidia Undiemi. Mostra tutti i post

17/12/2015

Salvabanche, sfiduciamo governo e Ue perché avevano un’alternativa

La "comunicazione" governativa, in qualsiasi parte del mondo, giustifica le proprie scelte con l'affermazione apodittica "non ci sono alternative". Più è complicatala materia, più facile è il gioco. Tanto più in materia finanziaria, dove non solo si registra una "grande ignoranza diffusa", ma soprattutto una superproduzione di "offerte", pacchetti, pacchi veri e propri, "innovazioni", ecc, a cavallo di molte materie altrettanto complesse (diritto, economia, regole europee, regole nazionali, costituzione, ecc).

Perciò ci sembra importante far conoscere questo articolo di Lidia Undiemi, pubblicato nel suo blog su Il Fatto Quotidiano, che dà conto in modo chiaro di almeno una cosa certa: per "salvare" le quattro banche c'erano alternative. 

Hanno scelto di proposito quella che colpiva di più i piccoli depositanti, completamente all'oscuro di tutto e abituati a "fidarsi" del direttore di filiale, nella profonda provincia italiana.

*****

Non è soltanto la Boschi ma tutto il governo e l’Unione europea che vanno “sfiduciati” per avere messo in piedi un sistema di salvataggi bancari che non lascia scampo ai risparmiatori italiani.

Dall’anno della grande crisi finanziaria che ha travolto anche l’eurozona, l’Ue e gli stati membri, anziché affrontare le reali cause della crisi, ossia il fallimento dell’attuale modello capitalistico-finanziario globale hanno operato in senso diverso, predisponendo una serie di regole finalizzate a garantire proprio la sopravvivenza del sistema con le sue anomalie. A norma di legge, il costo delle grandi crisi finanziarie e dei salvataggi delle grandi banche viene fatto ricadere sui cittadini, e ciò attraverso due meccanismi: i fondi gestiti dalla Troika (fondi Mes), direttamente a carico degli Stati e dunque dei contribuenti, e il cd salva banche (meccanismo o fondo di risoluzione) – include lo strumento del bail in – che colpisce i cittadini in qualità di risparmiatori.

Dal 1 gennaio 2016, non soltanto le azioni e le obbligazioni subordinate ma anche altre tipologie di passività possono essere colpite dal meccanismo di risoluzione, compresi i depositi superiori a 100 mila euro (almeno per il momento).

La normativa è ampia e di difficile interpretazione (ecco alcuni riferimenti) ed è assurdo pensare che i risparmiatori possano trasformarsi in scienziati della finanza, della tecnica bancaria e di almeno sette branche del diritto (societario, tributario, lavoro, bancario, internazionale, europeo, penale...). Tra l’altro, ed è questo un aspetto centrale delle nuove regole sulle crisi bancarie, tali conoscenze non sarebbero nemmeno sufficienti per proteggere i piccoli risparmi, in quanto la procedura di risoluzione non viene attivata in caso di fallimento della banca (la risoluzione persegue l’obiettivo della prosecuzione dell’attività) ma in base ad una serie di valutazioni da parte degli esperti competenti, non arbitrarie ma certamente altamente discrezionali, che inducono a ritenere che una banca sia in crisi (anche solo potenziale) per una serie di circostanze, da cui deriva la legittimazione ad “espropriare” i risparmi dei cittadini. Una volta attivato il commissariamento, si procede con la valutazione degli elementi patrimoniali attivi e passivi, i quali, sempre con ampi margini di manovra, possono essere smembrati e canalizzati in altre società e così via. Come può un risparmiatore governare tutte queste variabili? Impossibile, serve il controllo pubblico, che evidentemente non ha funzionato.

Quindi, anziché fantasticare sull’alfabetizzazione dei risparmiatori, bisogna discutere dell’inadeguatezza del sistema di regole, che antepone la sopravvivenza della “stabilità finanziaria” europea (questo è il principio base della nuova legislazione) alla tutela del risparmio in tutte le sue forme prevista dall’art. 47 della Costituzione.

Il governo ha accettato senza fiatare la proposta dell’Europa di ridurre ai minimi termini una tutela così importante. E’ un problema molto serio, perchè le nuove regole sul salva banche sono state progettate per crisi sistemiche ben più grandi rispetto a quelle di Banca Etruria e degli altri istituti di credito su cui si sta sperimentando la “risoluzione”.

Eppure in sede europea la Banca d’Italia aveva provato ad alleggerire l’impatto del salva banche con un approccio meno aggressivo e doloroso (coinvolgere passività dopo l’entrata in vigore delle nuove norme o rinviare il bail in al 2018). Non solo. Bankitalia aveva proposto di utilizzare il Fondo nazionale Interbancario di Tutela dei Depositi, ma la Commissione europea si era messa di traverso in quanto tale intervento è assimilabile ad un aiuto di Stato. Qui però casca l’asino. Nel 2014, come mette bene in evidenza sempre la Banca d’Italia, sono stati attuati ingenti salvataggi pubblici delle banche degli altri paesi europei: Germania (238 miliardi), Spagna (52 miliardi), Irlanda (42 miliardi) e Grecia (40 miliardi). Ciò è stato possibile grazie ai fondi europei guidati dalla Troika e finanziati dagli stati dell’Eurozona.

L’atteggiamento della Commissione europea era dunque facilmente contestabile, spettava al governo far pendere l’ago della bilancia in favore dei risparmiatori italiani. Ma non lo ha fatto, per questo devono essere sfiduciati. Anche per tale ragione, infine, l’Italia dovrebbe “sfiduciare” le istituzioni europee responsabili.

Fonte

15/03/2015

Parma. Il convegno di Ross@ su Unione Europea-Euro

Un sintetico report del denso convegno tenuto ieri, a cura di Giorgio Cremaschi e preceduto da una sua introduzione.

*****

Siamo qui per una discussione politica, non per un confronto di studi. Una discussione vera fuori dai riflettori del confronto di regime che inventa le sue creature. Solidarietà ai delegati Fiom di Melfi che scioperano contravvenendo alle disposizioni di Landini.

Discussione politica con persone che ne sanno ovviamente, con militanti della cultura come preferisco chiamarli.

Due notizie questa mattina: Islanda dice no ad entrata Ue, Grecia si prepara a nuovo rinvio misure sociali. La prima è vera la seconda spero di no.

Entrambe dimostrano che la Ue non è riformabile è che le politiche liberiste di austerità ne sono la struttura costituente.

Voglio usare questa parola, costituente, nel senso attivo del termine, cioè il potere capitalistico europeo sta costruendo il suo stato. È un sistema di governance che supera la tradizione borghese della formale separazione tra pubblico e privato. È un Medioevo tecnologico fatto di un continuo intreccio tra interessi privati e forme pubbliche. Come i possedimenti del re non erano distinti da quelli dello stato...

La privatizzazione e la governance vanno assieme come dimostrano la lettera Draghi-Trichet e la Controriforma costituzionale di Renzi, alla fine la democrazia non c'è più.

Questa politica costituzionale deve perseguire un sistema economico e sociale di massima competitività, questo significa distruzione dello stato sociale e sua privatizzazione e distruzione del potere del lavoro mediante il contratto individuale. Qui si usa il massimo del liberalismo.

L'Italia è la cavia principale del nuovo esperimento sociale e politico. Dopo il fallimento della Grecia il potere capitalistico europeo ha capito che bisogna investire sulla governance e sul consenso. Cioè bisogna evitare che si crei un rispecchiamento politico e sociale nel sistema del 99% contro 1%. In Italia Renzi lavora a smontare la Costituzione su questo e l'ideologia del merito è il principale strumento. Si deve creare la catena di vassalli, valvassori, valvassini, fattori, sceriffi che stanno col principe e rompono la possibile unità del 99%. Esempio: tutto il potere ai presidi, jobs act, totale sostegno a Marchionne.

L'Italia di Renzi va sostenuta col QE, la Grecia invece va messa in gabbia come i ribelli nel medio evo, in modo che serva da esempio e monito.

In conclusione la Ue non è riformabile, può essere solo rovesciata e questa oggi è la sua forza. Così la sinistra europea è diventata il primo complice del massacro sociale e la destra fascista ritorna in campo.

Non si può andare dal re a chiedere che metta in discussione se stesso. Le rivoluzioni borghesi europee sono cominciate quando si è capito che il solo modo per far cambiare politica ai re era tagliar loro la testa.

Oggi eguaglianza sociale e democrazia vera richiedono la rottura dell'Europa. Quindi si deve finirla con il tabù dell'euro togliendo alla destra estrema una bandiera sventolata in modo assolutamente strumentale.

Relazioni.

ROSS@ Parma

L'ordoliberalismo di scuola tedesca è diverso dal liberismo tradizionale perché non teorizza il laissez faire, ma il continuo intervento del sistema e del potere politico a sostegno del liberismo. L'Europa sede costituente dell'ordoliberalismo. Nessuna scelta democratica può mettere in discussione i trattati. L'euro è uno degli strumenti di questo processo costituente, e costruendo in Europa aree da vecchio terzo mondo. È ovvio che va messo in discussione, anche se condizione necessaria, ma non sufficiente.

Rottura come campo strategico e scelta politica. Contro il PD partito italiano dell'ordoliberalismo. Contro la NATO e il TTIP.

Franco Russo

La costruzione europea è un sistema di diritto. E non è vero che non c’è la politica, ma l'economia è politica e la politica è economia. Illusioni quelle democratiche che vorrebbero mettere una struttura democratica su questo sistema. Prima con la forza propulsiva della Corte di giustizia, poi dal 2010 della BCE. Il semestre europeo, oltre ai trattati, dal 2011 decide sui bilanci degli Stati: il pilota automatico di Draghi. Sentenza Corte: la BCE ha al centro la stabilità dei prezzi, giusta la missione monetaria e non contestabile. Lo Stato d'eccezione di Schmidt. L'avvocatura Ue ha confermato l'insindacabilità giuridica delle decisioni Bce. Draghi: la UE richiede strutture politiche, l'euro è una dimensione politica.

Tre bracci politici UE: politica monetaria, controllo sui bilanci degli Stati, riforme liberiste. Così uccisa la democrazia.

Sergio Cesaratto

Situazione Grecia tragica. Non ci sono fondi, stanno raschiando il fondo del barile. Il debito estero maggiore del Pil. Taglio del debito pubblico nemmeno preso in considerazione. La Grecia ha già avuto molte dilazioni. Magari ne avrà altre. Ci stiamo prendendo in giro,una sconfitta è una ritirata vittoriosa. La doppia moneta è una fantasia.Un'altra Europa non ci sarà mai e stupisce che la sinistra ci creda ancora. Senza stato nazionale non c'è più il conflitto di classe: nazionalismo inclusivo è il solo modo di combattere le destra. Occupazione e salario al centro.

Per uscire dall'euro ci vuole qualche incidente,che magari facesse saltare i nervi ai tedeschi. Il meglio sarebbe la Germania che esce. Euro che resta per paesi mediterranei. Non c'è un progetto astratto. Ci vorrebbe a quel punto concertazione sindacale in un mercato sud Europa che si separa da Germania ? Euro sud.

Carlo Formenti

5 tesi. La lotta di classe tra mobilità crescente del capitale e classi subordinati vincolate ai territori. La repressione del movimento migrante lo dimostra. Il conflitto di classe può agire solo dalla dimensione locale e territoriale. Esempio Valle Susa. Il progetto europeo più adeguato a questa fase di sviluppo capitalistico. Manuela Castell tardo medioevalismo.

Viviamo in un regime postdemocratico. La sinistra ha fornito apparato ideologico a Ordoliberalismo. Anche Toni Negri. Marx che dialoga con la obscina russa. In America Latina il ruolo di campesinos e cocaleros. Classe come concetto politico non economicista. Quale sovranità quale governo? Dimensione territoriale, ma quale? Il nemico è chiaro ma ha avuto mano libera da così tanto tempo che no vedo facile nulla.

Mimmo Porcaro

Giusta la rottura dell'Europa. Ma è un crisi anche il modello rivoluzionario europeo dei poteri dal basso, che in realtà si coniuga con la governance europea. Il pensiero di Negri è la sintesi di questo modo di vedere. Ci vuole un altro approccio.

Mentre ci affrettavamo a dire che lo stato non serve più a niente la classe dominante se lo è preso e Cina cacciati da esso. Nuova centralità capitalistica dello stato. Economia e politica si stanno rinazionalizzando. Lo dimostra anche QE. Balcanizzazione mercato finanziario europeo. Politica UE frutto della contrattazione e dei rapporti di forza tra Stati. Ritorna la conquista e la ridefinizione del potere politico, per scardinare UE. Ma chi sono i nostri primi interlocutori per la rottura? Non la classe operaia organizzata tradizionale. Ma il nuovo mondo dello sfruttamento e delle piccole imprese. Uscire dalla retorica della lotta all'evasione fiscale. Non basta dire No euro, che già è occupato,dalla destra. Nazionalismo democratico

Lidia Undiemi

Sottolinea la gabbia giuridica, non solo economica, dei trattati europei. La Grecia è stata in questi anni il terreno di sperimentazione sul campo di un nuovo assetto. La Troika, attraverso il Mes (meccanismo europeo di stabilità, altrimenti noto come "fondo salva-stati") ha fatto quello che il Fondo Monetario aveva fatto negli anni '80 e '90. Dentro il Mes il diritto di voto è differente da quello della Bce (un paese, un voto), ma identico a quello delle società per azioni (in proporzione alle quote possedute), quindi la Germaniaconta più della Francia e dell'Italia, e ovviamente di tutti gli altri paesi.

Dedica una parte dell'intervento alle vertenze contro multinazionali che esternalizzano, in particolare Telecom e settore telecomunicazioni.

Ernesto Screpanti

Il Giappone insegna che un'economia piccola non ce la fa a fare da sola. Neanche la Germania da sola. Perché come Italia dipendono troppo dalle esportazioni. Le economie grosse sono quelle con un grosso mercato interno Europa Usa Cina India etc. Il capitale instaura una sua governance globale esautorando lo stato. La sovranità dei mercati. Questo è stato fatto in Europa : sottrazione funzionale di sovranità ai popoli. Nella sostanza non nella forma. Agli Stati è stata sottratta la politica economica, tranne ad uno la Germania . La testa delle multinazionali è sempre nazionale. TTIP va nella stessa direzione e nasce su pressione multinazionali.

Emiliano Brancaccio

La svalutazione del tasso di cambio non è una panacea ma il Giappone non è un esempio adeguato. Ineluttabile l'euro ? Non c'è una tendenza lineare alla globalizzazione. 800 misure protezioniste adottate dai paesi più grandi. Marchionne come presidente dei costruttori chiese misure europee per ristrutturazione auto come siderurgia anni '80 e gli dissero no. Non dimenticare che la Troika ha dentro gli USA. LA Grecia laboratorio del nostro futuro. Perché la solidarietà di classe deve stare nel quadro dell'Euro? All'opposto non si può dire che l'Euro è il nemico di classe. Grecia 10 miliardi di trucco contabile per entrare nell'euro 100 MD di tagli alle spese sociali per restarci. Usura. La Grecia non dispone di un sistema produttivo per reggere uscita da Euro a meno di accordo con Russia contro Nato.

Fonte

29/06/2012

Guerra al MES

Rischiamo di finire come la Grecia, dove la Troika, in cambio di aiuti finanziari, ha posto tutta una serie di politiche di austerità, di taglio dei dipendenti, di riduzione delle pensioni che non sono aiuti, ma un mero scambio di natura finanziaria. Cioè: danno del denaro a uno Stato, il quale in cambio cede loro la sovranità, e poi saranno loro ad imporre al popolo tutta una serie di condizioni insopportabili, soprattutto per le fasce più deboli.

Bene, adesso anche gli italiani rischiano di ritrovarsi come i greci. Infatti un passaggio fondamentale del trattato MES dice espressamente che uno Stato che intenda chiedere un prestito al cosiddetto fondo salva stati (il MES, appunto) deve sottostare a condizioni molto rigorose. Non abbiamo sentito né un parlamentare nazionale né uno comunitario riferire al popolo italiano i dettagli di questo trattato, nonostante già di per sé preveda un vincolo di 125 miliardi di euro che influenzerà giocoforza le nuove generazioni nonché le politiche di ogni futuro governo. Nessuno, nessuno ha voluto chiedere alle istituzioni competenti dei chiarimenti, per poi riferire ai cittadini.

Per tale ragione abbiamo lavorato tanto, in rete. Personalmente ho lanciato una iniziativa, tesa soprattutto a sensibilizzare l'opinione pubblica. Per fortuna la società civile ha mostrato grande impegno e lucidità, consentendo alla denuncia di una singola studiosa di diventare una battaglia nazionale. Adesso è arrivato il momento, anche per il singolo cittadino, di partecipare attivamente contro questo tipo di politica europea che mira, sostanzialmente, a togliere la sovranità politica alle singole nazioni. Per tali ragioni ho realizzato un volantino, che contiene le indicazioni di base per riuscire a far comprendere l'argomento, o quanto meno per sensibilizzare i singoli cittadini. Sul retro del volantino troverete una serie di domande da fare alla classe politica italiana, tra cui ad esempio: "In cosa si tradurranno le condizioni rigorose contenute nel trattato, per il popolo italiano?". Questo è uno dei punti fondamentali da sciogliere. E visto ciò che è accaduto in Grecia, dubito che si tratti di condizioni migliorative per la collettività.

Fra le altre domande, proprio perché siamo nel periodo intermedio tra la strage di Capaci e quella di via D'Amelio, voglio fare una domanda a tutti i "professionisti dell'Antimafia", senza alcuna polemica (ndr: non mi riferisco alla magistratura per la quale nutro grandissimo rispetto). Poiché il MES farà ricorso al mercato finanziario esterno, per potere soddisfare le richieste di prestito, in che modo gli stati saranno protetti dal rischio di ingerenza dei capitali sporchi nelle operazioni finanziarie? Il dubbio sorge in relazione al fatto che, in un periodo di grave crisi in cui lo Stato è indebolito dal punto di vista economico-finanziario - ma direi anche istituzionale -, nel momento in cui lo Stato debitore si rivolge a questa organizzazione e questa, tra immunità e inviolabilità dei documenti, si pone in qualche modo da intermediario nei confronti dei finanziatori esterni, in operazioni finanziarie di carattere internazionale enormi e in uno stato di diritto sempre meno funzionante, chi ci garantisce che di fatto non si avrà una svendita degli stati nei confronti di organizzazioni finanziarie esterne, facenti riferimento ad organizzazioni criminali o meno?  Ma in ogni caso, prima di vincolare l'attuale Governo, le future legislazioni e le future generazioni a pagare 125 miliardi di euro e a condividere le decisioni di politica interna con questa organizzazione finanziaria, perché nessuno vuole discuterne, nessuno dei parlamentari dei partiti di destra, di sinistra, grandi e piccoli, ipocriti e meno ipocriti? Su questi aspetti sono tutti d'accordo! Io mi sento priva di rappresentanza in Italia e credo che in questo Paese attualmente non ci sia una opposizione al Governo delle banche. L'articolo 15 del trattato MES prevede che il consiglio dei governatori dell'Organizzazione può decidere - attenzione a questo passaggio - di concedere assistenza finanziaria a un membro del MES ricorrendo a prestiti con l'obiettivo specifico di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie dello stesso membro. Prestiti provenienti da organizzazioni esterne o private. Noi questo non lo dobbiamo, non possiamo permettercelo. Non abbiamo tanto tempo, perché siamo stati indifferenti troppo a lungo.

 Viviamo in un sistema sociale e politico marcio. Basta pensare alle dichiarazioni del presidente della Corte dei Conti, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011, in cui è stato messo in evidenza come le privatizzazioni e le esternalizzazioni si sono ridotte a un mezzo per la gestione clientelare del potere politico amministrativo. Cioè la nostra pubblica amministrazione non è completamente rivolta verso il bene comune, bensì verso interessi ed affari privati. Pensate a tutti gli scandali politici che stanno uscendo, da destra a sinistra. Anche il Fondo Monetario Internazionale, che si inserisce mediante Monti nelle decisioni di politica interna, volendo ancora una maggiore flessibilizzazione del mercato del lavoro (quando sappiamo che questo strumento ha fallito ormai da diversi anni), ora spinge per le privatizzazioni. Adesso la soluzione sarebbe dunque questa, per porre rimedio alla grande crisi? La svendita del patrimonio pubblico? Qui siamo alla follia! Uno Stato senza patrimonio pubblico non è uno Stato. Non può garantire i propri cittadini, non può tutelarli. Vogliono la nostra identità!

I trattati ESM e Fiscal Compact necessitano dell'autorizzazione del Parlamento. Cioè è necessaria l'autorizzazione alla ratifica. Dunque si invertono completamente i rapporti tra il Governo e i parlamentari, perché da un lato abbiamo questa Europa, rappresentata da Mario Monti, che vuole a tutti i costi ulteriore cessione di sovranità da parte dello Stato italiano (in questo caso mediante questi due trattati), mentre dall'altro i nostri parlamentari hanno un potere enorme, in quanto saranno loro a decidere se concedere o meno l'autorizzazione alla ratifica. Ora, immaginate per un attimo questo potere spropositato nelle mani di un Parlamento che si è dimostrato di fatto incapace di portare l'Italia verso uno sviluppo virtuoso, con i parlamentari appartenenti a partiti politici soggetti a continui scandali. Ma davvero voi volete far sì che a decidere il futuro delle nuove generazioni siano questi soggetti, che siano cioè loro a ratificare trattati di una importanza gigantesca per la sopravvivenza del nostro stato di diritto? E' possibile accettare tutto questo? E sono tutti d'accordo!

Una notizia importantissima, arrivata in questi giorni dalla Germania, è che la Corte tedesca ha fatto slittare la ratifica dei trattati poiché i verdi si sono opposti. L'hanno fatto perché non c'era stato un adeguato dibattito e approfondimento in Parlamento. Il secondo portavoce del partito di sinistra, Linke, ha annunciato che se il Parlamento concederà l'autorizzazione alla ratifica sottoporrà alla valutazione della Corte Costituzionale una serie di profili di illegittimità. Al di là di come andrà a finire, quantomeno in Germania un minimo di dibattito politico, un minimo di opposizione contro il Governo delle banche, c'è! Noi qui invece abbiamo questi giornali, questi mezzi di informazione che tengono in sala di rianimazione dei partiti che sono morti, ma che purtroppo oggi hanno ancora un potere enorme. E i primi a gridare contro l'informazione di regime sono proprio quelli che oggi ne stanno approfittando. Non dimenticatelo in futuro. Abbiate memoria di ciò che sta accadendo.

Quindi vi invito a divulgare il più possibile il volantino che potete trovare su www.crisiesoluzioni.it. Soprattutto ora che è periodo di elezioni e tutti questi politici silenti se ne andranno in giro a fare campagna elettorale per se stessi, per i propri amici o per i propri candidati. Ponete loro le domande contenute nel volantino. Soprattutto diffondetelo presso i vostri concittadini, i vostri amici, i vostri parenti, i vostri conoscenti, in qualsiasi occasione anche durante le vacanze. Parlate a tutti del MES. E mi riferisco anche alla società civile, ai movimenti, alle associazioni: dovete cogliere tutte le occasioni, dovete mettervi in prima fila per difendere il nostro Stato rispetto a queste scellerate cessioni di sovranità, dove il popolo è stato completamente tagliato fuori. Attenzione, non per colpa di Monti*, ma per colpa dei nostri parlamentari nazionali ed europei che non stanno dicendo assolutamente nulla sull'argomento.

Per scaricare il volantino: www.crisiesoluzioni.it

Fonte

* che è picciotto della finanza quindi una persona intelligente dovrebbe essere in grado di cogliere cosa può aspettarsi da un personaggio del genere.