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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

07/04/2014

Miseria della politica italiana: assimilare Grillo alla Le Pen

Le elezioni europee, pian piano percepite come meno rituali rispetto al passato, non porrebbero solo, o tanto, il problema della scelta di una lista da votare. Ma anche quello della discussione sul modello di Europa del futuro. È ormai evidente, dalla crisi del 2008 sono proliferati studi molto solidi e articolati, che il tipo di economia e di finanza che ruotano attorno alla moneta unica si sono rivelate un disastro. Milioni di disoccupati in Europa, smantellamento delle prestazioni sociali ovunque, un prevedibile futuro scenario da anni '30. Queste elezioni europee, per la prima volta,  non sono completamente autonome da questo scenario. Il problema è che il dibattito politico italiano sull'Europa si svolge sostanzialmente con gli stessi canoni di quello interno: propaganda compulsiva, dozzinale. Compreso l'uso dello spettro fascista e populista tutte le volte che si deve far passare un tema o una politica liberiste. Per tacere della solita propaganda, ormai sfacciata quanto logora nello schema narrativo, che si attiva ogni volta che il Presidente del Consiglio si reca all'estero. Ultimo caso, ma solo in ordine di tempo, la visita di Renzi da Cameron in Inghilterra.

Per chi stia, anche un minino, dentro al dibattito politico inglese, è chiaro che il modello economico di Cameron è quello di Singapore (parole del Guardian): tutto ciò che muove capitali non deve trovare alcun ostacolo di ordine sociale, legislativo, in termini di stato sociale. Una economia talmente orientata dalle continue mutazioni del mercato finanziario da non poter pensare ad altro che adattarvisi velocemente. Insomma Renzi si reca a Londra, oltretutto tra lo scetticismo del Financial Times taciuto dall'odierno istituto Luce (Repubblica, Corriere, tg, le maggiori radio), loda il modello Cameron, che prevede la dismissione totale di diritti e tutele, e il tutto viene rappresentato come "qualcosa di sinistra". In materia impagabile, fedele alla propaganda come i carabinieri allo Stato. La solita Unità: prima pagina su Cameron che loda le "riforme" di Renzi, foto sottostante sulla strage di Brescia (in modo da accompagnare il "riformismo" all'antifascismo quindi all' "antipopulismo", che è il vero bersaglio comunicativo), pagine interne di testimonianze di lavoratori che si sfogano sulla loro condizione. Sicuramente nelle "riforme" di Renzi lodate da Cameron troveranno soddisfazione, e di sinistra, alle loro richieste.

L'ultima chicca in argomento è poi l'assimilazione forzata del Movimento 5 Stelle al Front National della Le Pen. Inutile dire che, da tempi non sospetti, il movimento di Grillo abbia preso le distanze da questo partito fascista. Inutile dire persino che in Italia, l'unico partito che si richiami esplicitamente e pubblicamente alla Le Pen è la Lega Nord. Ma quella non la critica nessuno perché i voti della Lega sono un taxi politico che, da vent'anni, centrodestra e centrosinistra usano tutte le volte che c'è bisogno. Per cui nessuno chiede al presidente della Lombardia Maroni, il cui potere si relaziona con reti di poteri di centrodestra e di centrosinistra, "ma come, state con i fascisti?". In compenso si gonfiano le bolle di parole sull'assimilazione del Movimento 5 Stelle alla Le Pen. Come fa Vendola in questa intervista:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/04/01/bruxelles-vendola-grillo-e-pen-espressione-di-movimento-regressivo/272662/

che, oltretutto, contiene anche la chicca dell'auspicio che i futuri europarlamentari di Sel, eletti nella listra Tsipras, si iscrivano al gruppo di Martin Schulz. Quello liberista duro ma con tante parole di sinistra.

Alle elezioni europee ci sarà chi voterà la lista Tsipras, chi si asterrà, chi voterà Grillo. Ma, per favore, basta con questa propaganda, oltretutto dozzinale e senza idee, che assimila alla Le Pen chi già ne ha preso le distanze. Quello che ci vuole, dai territori al livello nazionale, sono argomenti politici, documentati, opzioni, scenari praticabili. Veramente, basta con gli apprendisti stregoni della politica che parlano di fantasmagorici movimenti europei pronti a prendersi i diritti in un paio di stagioni oppure di "tavoli in Europa" che invece di risolvere si rivelano niente più che convegnistica istituzionale. Per non parlare dei maghi Otelma dell'economia che in "due-tre mosse" risolverebbero una crisi che, a sua volta, è riflesso di molteplici, complesse e perverse crisi di lungo periodo.

Merita inoltre occuparsi della Lega che invece la Le Pen la abbraccia, nel silenzio complice dei "difensori della democrazia": il Pd, Repubblica, i Tg etc. Anzi, la Lega si permette pure di sostenere pubblicamente i secessionisti veneti, quelli del carro armato in piazza San Marco, e tra magistratura e media si afferma "nessun legame tra arresti secessionisti e Lega Nord".

Segnaliamo infine quanto scritto da Andrea Scanzi sulla sua pagina facebook come contributo alla chiarezza. Su tante parole gonfiate che servono solo a mantenere un potere liberista dove è: dove tenta di impoverirci tutti i giorni.

Redazione - 5 aprile 2014

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