Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

05/03/2026

Per tenere povero il lavoro servono AI e “concertazione”

Brunetta e Tiraboschi invitano ad una nuova stagione di “concertazione” per le piattaforme IA (rider, lavoro povero, lavoro marginalizzato, appalti e subappalti) dove si dovrebbe stabilire una “contrattazione” ed una “rappresentavità” che rimanda alla “stagione di Ciampi” e dove, in nome della lotta ai “contratti pirata” verrebbero esclusi sindacati conflittuali, visto che essi invocano una concertazione tra “istituzioni”, “Triplice” (dove sperano che la Cgil, ad esempio “rientri”) e imprese delle piattaforme, sempre considerando un “minimo” che sarà sempre “minimo”.

Non a caso la stessa opposizione chiede da anni un “minimo contrattuale legale” (vi invito a leggere Marx sul “salario minimo”).

Questa nuova stagione di “concertazione”, ovviamente, anche se non lo scrivono, varrà per i futuri “lavori poveri” che si “prospettano” dall’espulsione di lavoratrici e lavoratori, oltre che lavoro autonomo, artigiano financo “professionale” che l’IA, e la “riforma fiscale del lavoro” Calderone stanno preparando.

Insomma si va sempre più sul “minimo”, ma “garantito” da istituzioni, Triplice e imprese. Una nuova stagione di deflazione salariale nell’epoca dell’IA.

Come la ricetta Ciampi, Amato, Prodi e Draghi servì per “entrare nell’euro”, la nuova stagione di “concertazione” servirà a “tenere a bada” la folla lavorativa “povera”, marginalizzata, e, nel caso protesti, come al Pilastro a Bologna in questi giorni, ci penseranno “le forze dell’ordine”.

Nel carcere lavorativo, di vita, di carcere vero e proprio, differente dal “romanticismo” della concertazione di Ciampi, qui si andrà verso il “crudo”.

La Cgil serve perché tutto sommato rappresenta ancora l’ala sindacale della cosiddetta “opposizione” (il sindaco di Bologna, per il Pilastro, ha chiamato il Ministro degli Interni, per risolvere la faccenda). Insomma lo “scenario lavorativo Milei” ha bisogno di “consenso” allargato, e, se non ci riesce la Meloni, pronto un governo “tecnico”.

Vorrà dire pur qualcosa che Draghi e Letta sono allarmati che l’Ue e l’Italia sono indietro con l’IA, no?

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