di Alessandro Volpi
I lavori del consesso presieduto da Erdogan sono facilmente riassumibili in pochi punti: sostegno all’Ucraina per una continuazione sine die della guerra, riaffermazione – sia pur con mille formule esoteriche – del finanziamento del riarmo, apertura di un altrettanto fantomatico “fronte Sud” voluto dalla disorientatissima Meloni, beneplacito alla folle guerra di Trump in Iran che sta prolungando la devastante chiusura di Hormuz.
In pratica la Nato, incarnata da un pazzo scatenato come Rutte, soffia costantemente sul fuoco.
Ma il fuoco può accendersi molto presto a partire dal piano economico.
Il nuovo attacco all’Iran è motivato dalla irrazionalità di Trump che spera davvero di puntare tutto sul rialzo del prezzo del petrolio e del gas: un errore madornale e costosissimo.
In queste condizioni il rialzo del prezzo del gas e del petrolio determinerà infatti un ulteriore incremento dell’inflazione negli Stati Uniti, già oltre il 4%, obbligando assai probabilmente la Federal Reserve ad alzare ulteriormente i tassi con effetti pesantissimi per il debito federale Usa, che già paga quasi il 4,6% sul decennale, e per milioni di americani indebitati.
A questo riguardo vorrei aggiungere un interessante dato specifico. Nelle ultime aste il 30% dei titoli del debito Usa sono stati acquistati da fondi hedge con sede in Lussemburgo o nelle Cayman, con evidenti fini speculativi e per l’alto interesse.
Tali acquisti sono stati compiuti però da simili fondi prendendo denaro a prestito che, in caso di rialzo dei tassi, dovranno sborsare rapidamente magari vendendo proprio il debito Usa, con conseguenze insidiosissime.
Gli Stati Uniti sono ormai l’origine del caos, ma i paesi Nato continuano ad ossequiarli e a finanziarli facendosi trascinare nel baratro.
Meloni difende la scelta del “nazionalismo Occidentale” come la migliore soluzione, mentre Merz, Macron e Starmer sono dei figuranti che dipendono dalle fabbriche di armi dell’Ucraina di Zelensky per sostenere la loro riconversione produttiva e dalla Turchia di Erdogan perché resta l’unico hub energetico dopo la chiusura dei rapporti con la Russia.
Non male per la culla dei liberal obbedire a Trump, a Zelensky e a Erdogan.
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Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
09/07/2026
Il vertice di Ankara conferma il pericoloso stato confusionale della Nato
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