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07/05/2014

36 nuovi aerei russi Yakovlev Yak-130 alla Siria in guerra


In Siria le forze governative stanno avendo il sopravvento sui ribelli mentre arrivano nuove armi. Aerei ‘addestratori’, che possono essere armati, acquistati dalla Russia. Gli USA replicano col riconoscimento diplomatico agli oppositori assieme ad altri soldi e armi all’Esercito Libero Siriano

La notizia è sfuggita ad un quotidiano russo. E’ in corso la consegna alla Siria del primo lotto di aerei “Yak -130” entro quest’anno, come previsto dall’Accordo firmato a Damasco nel 2011. Il contratto prevede la consegna entro il 2016 di 36 velivoli pagati dalla Siria 100 milioni di dollari. La Russia fa la verginella e precisa che si tratta di armi da difesa -ammonendo- “da non usare durante conflitti interni”. E se Assad invece le usa contro i ribelli di casa, chi è che gli va a fare cià cià sul culetto? Ipocrisia dietro cui si mascherano tutti i fabbricanti di armi e gli Stati che le diffondo.

YAK 130 - Russian Federation Air Force
La foto sopra la dice lunga sul potenziale bellico del velivolo. Il suo nome completo è Yakovlev Yak-130 è un addestratore avanzato biposto di quarta generazione e mezza. Quasi invisibile. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Yakovlev e l’italiana Aermacchi finita nel ’99. L’aeroplano russo è una variante molto simile all’italiano M-346. Era un programma congiunto tra Yakovlev e Aermacchi per un addestratore avanzato per piloti di caccia di nuova generazione, vedi l’Eurofighter Typhoon, il Dassault Rafale, l’F-35 e il Sukhoi PAK. Non esattamente armi da difesa citate sopra.


Altri clienti dell’addestratore russo sono l’aeronautica dell’Algeria e la forza aerea della Libia con 6 macchine ordinate nel 2009 seguita dall’Aeronautica siriana coi 36 aerei. Per non sentirci troppo buoni, l’Alenia Aermacchi, Finmeccanica, vende i suoi gemelli M-346 a Singapore, Israele e Polonia. Ma torniamo alle Yak-130 il cui uso è sicuramente legato ad attività poco chiare, come una triangolazione di armi Russia, Bielorussia e Siria. Minsk potrebbe funzionare come Hub e, tramite i corridoi che portano in Crimea, trasportare tecnologie militari alla Siria a da lì all’Iran.

L’ M-346 dell’Alenia Aermacchi, Finmeccanica
Contemporaneamente gli USA concedono riconoscimento diplomatico e ulteriori aiuti finanziari alla Coalizione Nazionale Siriana e al suo braccio armato, l’Esercito Libero Siriano. Il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato l’apertura a Washington di una missione diplomatica della principale forza di opposizione ad Assad. Non occuperà l’Ambasciata siriana chiusa da marzo, non avrà lo status di Governo né l’ immunità diplomatica, ma tanti soldi. Altri 29 milioni di dollari, portando a 287 milioni il finanziamento dal 2011, per “aiuti non letali”. ‘Non letali’ come i russi Yak-130.

Fonte

Sembra di essere tornati ai periodi peggiori della guerra fredda, e viverli in prima persona, anche all'acqua di rose a mezzo cronaca web, infonde molta più inquietudine che leggerne sui libri di storia.

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