Mentre scorre il sangue per le vie di Parigi, i falchi della etnicizzazione dei conflitti e dello scontro tra civiltà sono gonfi di adrenalina. Negare che quando stia accadendo in Europa, non solo in Francia ma anche in Germania, sia un problema legato all'impoverimento dello società liberali è loro mestiere, compito e piacere.
Quello che è accaduto deve infatti essere usato per legittimare il loro mondo. Non a caso i responsabili del disastro europeo, da Angela Merkel a Rajoy, converranno su Parigi per una grande cerimonia catartica su quanto accaduto. Un rito espiatorio che riesce, sembrando tanto più credibile, quanto più il torto da regolare simbolicamente è aberrante. Peccato che i riti espiatori, come quello prossimo venturo con Merkel e Hollande su quanto accaduto in Francia, confermino la conservazione dei poteri esistenti.
Eppure già nella Francia delle otto guerre di religione, quelle conclusesi con l'editto di Nantes del 1598, era chiara l'origine materiale di questi conflitti. Figuriamoci se nella Francia, e nell'Ue, di oggi non ci sono serie cause materiali allo scatenamento della "guerra santa" da parte di gruppi socialmente collocabili nelle classi subalterne delle periferie. In questo senso è esemplare la biografia dello sparatore di Montrouge, poi sequestratore ucciso a Vincennes, che nel 2009 era stato ricevuto da Nicolas Sarkozy in persona come lavoratore interinale modello. Amedi Coulibaly, così si chiama, fu infatti ricevuto da Sarkozy nell'ambito della conferenza, promossa dall'allora presidente francese, sull'alternanza lavoro-formazione. Ritenuto, assieme ad altri, un caso modello, fu intervistato da Le Parisien dove espresse pure la speranza di "trovare un buon impiego grazie al presidente". Non ci vuole molto a capire che per essere ricevuto da Sarkozy bisognava aver passato un serio scanning da parte dei servizi francesi.
Poi accade che il contratto lavoro-formazione scade e Coulibaly, da lavoratore modello, prende un'altra strada. Dargli un lavoro serio, invece di questi contratti-spettacolo che non servono a nulla, erogargli reddito di cittadinanza, fornirgli quei diritti materiali che sono prospettiva di vita avrebbe aiutato Coulybaly a non prendere la strada del martirio? Oggi bisogna aver il coraggio, e la concretezza, di saper rispondere SI a questa domanda. Lavoro e reddito avrebbero evitato tanto delirio e tanto fanatismo di meno.
Parlare di fanatismo evita di toccare le cause materiali, e quindi gli intessi, in campo. Rimuovere le forti diseguaglianze economiche oggi presenti in Europa, e quindi rimettere in discussione gli interessi materiali esistenti, ha invece il pregio di fare chiarezza sul da farsi.
Infatti l'immagine di un fanatismo sul quale non si può mettere man che non sia armata, e di corpi speciali, fa comodo a molti. Che la vicenda di Coulibaly
insegni molto, specie per evitare gli sciacalli di casa nostra che si sono già gettati per banchettare, anche loro, sui cadaveri di Parigi.
Redazione
Fonte: Le Figaro, con l'articolo de Le Parisien dell'epoca
Fonte
Nessun commento:
Posta un commento