Il percorso del No Sociale al referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale della giustizia varata dal governo Meloni sta entrando nel vivo del suo percorso, mentre le adesioni continuano ad aumentare. In molti hanno dunque colto la sfida, che è insieme politica e democratica, che troverà il suo momento culmine nella manifestazione nazionale del 14 marzo, a Roma, prima di lavorare pancia a terra fino alla votazione referendaria.
Dopo il flash mob e la conferenza stampa sotto Montecitorio, lo scorso mercoledì, si avvicinano tre appuntamenti centrali della campagna per il NO sociale al referendum. Il primo è l’assemblea pubblica organizzata a Piazza Vittorio, a Roma, venerdì 6 marzo. Seguono poi Napoli, il giorno successivo, con un’altra assemblea all’Istituto di Studi Filosofici (ore 10:30, via Monte di Dio 14), e Milano lunedì 9 marzo (ore 16:30, viale Monza 140).
Nel comunicato di lancio dell’assemblea romana, gli organizzatori ricordano che chi sta oggi costruendo il No Sociale, contro il governo Meloni e le sue politiche, portate avanti in maniera bipartisan (basta guardare i governi locali della finta opposizione parlamentare), sono oggi quelle stesse persone che pochi mesi fa hanno animato le piazze del “Blocchiamo Tutto”, e ancora oggi rivendicano un modello (dalla scuola ai posti di lavoro, passando per i quartieri) che si fondi sugli interessi popolari e non sulle esigenze di un’economia di guerra.
“Ci sentiamo impegnati in prima persona in un referendum – si legge nel testo di lancio dell’assemblea del 6 – che deve sbarrare la strada ad un governo autoritario, antidemocratico e antipopolare. Sconfiggere il governo diventa un obiettivo da praticare e far crescere in ogni ambito sociale, politico, culturale del paese. Questo governo ha chiarito in più occasione di essere espressione degli interessi neocorporativi e di classe di imprenditori, affaristi, faccendieri, ceti sociali ad alto reddito.
Per far ingoiare al resto della società le disuguaglianze sociali e l’insopportabile concentrazione delle ricchezze, l’aumento delle spese militari e della logica di guerra, il controllo sui mass media e sulle possibilità di espressione politica, il governo Meloni sta instaurando lo stato di polizia e la criminalizzazione di chi manifesta per le strade non avendo a disposizione altri strumenti di espressione democratica. Con l’intimidazione e la paura vogliono ricacciare tutte e tutti dentro casa, in silenzio e subalterno”.
I nodi della guerra esterna ed interna dettano l’agenda politica del paese, mentre il No Sociale guarda a un cambio di rotta radicale, che ponga al centro di un governo di alternativa “tutte le esigenze sociali sul piano dei salari e degli interessi dei lavoratori, del diritto all’abitare, delle libertà politiche”, che sul terreno della battaglia referendaria e della manifestazione nazionale del prossimo 14 marzo “devono poter convergere” perché non riguardano “più solo i rapporti di subalternità tra magistratura ed esecutivo”.
Il No Sociale rilancia dunque una campagna capillare di informazione e organizzazione sui territori, con al centro tre punti:
1) il NO alle controriforme istituzionali che stanno portando praticamente alla decostituzionalizzazione della vita politica e democratica del paese, così come è un no allo stato di polizia voluto dal governo che vuole spazzare via le libertà di manifestazione ed espressione e accanirsi ulteriormente contro gli immigrati;
2) il NO alla guerra sociale del governo contro i poveri, i salari dei lavoratori, i senza casa, le esigenze popolari;
3) il NO all’economia di guerra e al militarismo, alla complicità con Israele sul quale il governo intende trascinarci per nascondere disuguaglianze sociali ormai crescenti e insopportabili.
Come abbiamo scritto ieri, la manifestazione nazionale del 14 marzo “diventa inevitabilmente anche un appuntamento generale contro la guerra e un governo servile verso Usa, Israele e la Nato”. Il percorso di avvicinamento diventa, dunque, ancora più importante, in quanto dovrà rappresentare quella che, è evidente, è l’unica reale opposizione di questo paese. Partiamo da Roma, ci si vede il 6 marzo in Piazza Vittorio.
Ricordiamo che per aderire al Comitato No Sociale si può scrivere a nosociale2026@gmail.com
Fonte
Nessun commento:
Posta un commento