di Roberto Fineschi
(Distopie apocalittiche in un soffocante inizio d’estate)
Chi ha dei figli adolescenti e post-adolescenti già nota la differenza. Se i secondi per preparare un’interrogazione o un esame prima leggevano dei libri (anche banalmente il manuale), i primi ormai i libri quasi neppure li aprono, ascoltano le lezioni online su youtube o chiedono all’intelligenza artificiale di fare dei riassunti e di leggerli.
Addirittura, affinché sia “meno noioso”, si può trasformare la lezione o il powerpoint o qualunque cosa sia, in un podcast dialogato che poi viene letto direttamente dalla macchina.
Se questo fa già preoccupare gente attempata come me, l’abisso è assai più profondo. Siccome la laurea (almeno in certe materie) è diventata un mero mercimonio acquistabile a prezzi ragionevoli online perché i contenuti appresi sono sostanzialmente indifferenti, nelle università fisiche che mantengono la parvenza della didattica, le conseguenze pratiche, soprattutto in triennale, sono:
1) che gli studenti vanno raramente a lezione (o non ci vanno affatto);
2) che si presentano all’esame non avendo studiato niente, o un minimo chissà come, mirando al 18. Se bocciati, dopo due volte in alcuni atenei possono chiedere che venga cambiata la commissione…
L’apparente furberia di queste procedure è appunto solo apparente, perché gli interessati sono già assai meno intelligenti dell’IA e qui sostituibili da essa senza difficoltà.
Veniamo al lato docenti: sempre più colleghi chiedono suggerimento all’IA su come preparare le lezioni, come innovare la didattica, ecc. Chiedono conferma di correzioni, argomentazioni, ecc. L’IA è veramente molto brava nel rispondere, al punto che, non appena riesca ad assumente delle fattezze presentabili in pubblico, li potrà tranquillamente sostituire. Anzi, siccome a lei si chiede costantemente e poi si esegue, nella parte progettuale la sostituzione sta già avvenendo.
Nemmeno questo tuttavia è l’aspetto più inquietante: invece che la sostituzione del discente e del docente, è il processo stesso che è diventato superfluo, non c’è più fattualmente bisogno del discente e del docente, quei processi sono di fatto già meccanizzati ed eseguibili da macchine e anche i compiti che il risultato di quell’apprendimento dovrebbe svolgere li può svolgere la macchina.
Il mondo delle macchine intelligenti è quello in cui non c’è più bisogno di schiavi (se i telai filassero da soli, se le cetre suonassero da sole, ecc.): tutto ciò è ormai realtà.
Ma la realtà è andata in verità ben oltre: non solo la poiesis, anche la praxis ormai è largamente coadiuvata dall’IA, se non sostituita (nella programmazione di guerre, politiche economiche, scelte di investimento, nella scrittura di libri, articoli, ecc.).
Marx diceva che il regno della libertà non è la semplice gestione razionale dei processi di riproduzione necessaria, ma la posizione e realizzazione di scopi liberi da quel vincolo.
L’umanità, grazie allo sviluppo del modo di produzione capitalistico, è giunta a quella soglia. In verità, è andata oltre, perché Marx lasciava alle macchine la poiesis, immaginando che agli individui liberati restasse la praxis. Invece l’IA si allarga alla praxis.
Pur utilizzando la grande macchina iperintelligente automatizzata non a fini di valorizzazione ma di riproduzione razionale (ovvero superato il capitalismo), sarà l’umanità in grado di gestire questa gigantesca libertà? O scomparirà lasciando il mondo alle cose oramai più intelligenti degli umani? O le contraddizione del capitalismo ci solleveranno dall’immaginare una risposta perché porteranno alla fine della vita sul Pianeta (almeno nelle sue forme intelligenti più avanzate)?
Leopardi diceva che non c’è alcun bisogno di dimostrare che la materia pensa, perché questa è una verità di fatto... Che i processi chimico-fisici che portano alla possibilità del pensiero e della coscienza si possano riprodurre su hardware diversi da quelli del corpo umano è davvero impossibile? E allora, che sia per autodistruzione o superamento, l’umanità è pronta a scomparire?
Il caldo soffocante fa fare brutti pensieri... quindi speriamo in una prossima, rapida diminuzione delle temperature.
Fonte
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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
29/06/2026
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