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29/06/2026

Gli italiani e la guerra in Ucraina. Guerrafondai in minoranza

La campagna guerrafondaia tesa ad aumentare l’impegno militare italiano a sostegno dell’Ucraina ha guadagnato qualche punto di consenso ma resta ancora minoritaria nell’opinione pubblica. A rivelarlo è un sondaggio curato dall’Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

Rispetto alle rilevazioni di dicembre 2025, il 34% degli intervistati sostiene ancora che Bruxelles e Washington dovrebbero convincere Kiev ad accettare un accordo di pace con Mosca, anche a costo di rinunciare a parte del proprio territorio. A questi va aggiunto il 15% che è addirittura a favore di una totale interruzione del sostegno italiano all’Ucraina.

A queste posizioni si contrappongono il 23% che dichiara che Kiev vada sostenuta fino in fondo, fino alla riconquista dei propri territori, si tratta di una percentuale ancora minoritaria ma in aumento visto a dicembre era il 15%.

Contestualmente, c’è il 51% degli intervistati che vorrebbe ripristinare le forniture di gas dalla Russia, sia dopo un eventuale cessate il fuoco (27%) che senza (25%).

Coloro che invece si oppongono al ripristino delle forniture del gas russo sono solo il 28%, divisi tra quelli che negano in qualsiasi caso questa opzione (11%) e quelli che lo subordinano al ritiro delle truppe russe dall’Ucraina (17%).

Raccoglie entusiasmi relativi anche l’opzione dell’adesione rapida dell’Ucraina all’Unione Europea. Il 41% è a favore dell’ingresso, anche se tre quarti sostengono che per l’Ucraina non si dovrebbero fare favoritismi e si dovrebbero invece rispettare le regole e le tempistiche previste anche per gli altri aspiranti paesi membri.

Il fronte del “no” incalza però da vicino con il 34% degli intervistati che sostengono come l’adesione dell’Ucraina all’UE rappresenterebbe un rischio per i paesi membri, nonché un costo economico significativo.

Insomma, per la banda Calenda & Picierno e di tutti i volenterosi guerrafondai italiani sono risultati pesanti.

Il sondaggio dell’Ispi riguarda anche altri temi dell’agenda internazionali, dai quali emerge che nella guerra tra Usa e Iran i vincitori sarebbero i primi per il 14% e il secondo per il 22%. La grande maggioranza – il 55% – ritiene invece che non ci siano stati né vinti né vincitori.

Interessante il dato per cui il 36% ritiene che Usa e Ue dovrebbero “ostacolare il governo israeliano” mentre solo il 6% pensa invece che questo andrebbe sostenuto.

Il sondaggio rileva come solo il 6% ritenga che gli Stati Uniti siano oggi il principale alleato dell’Italia e il 38% pensa che “dovremmo essere più autonomi”.

E infine c’è la Cina, ritenuta dagli intervistati come un partner economico e geopolitico per il 48% e il 45% rispettivamente, mentre è ritenuta una minaccia economica dal 28% e geopolitica dal 32%.

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