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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

18/06/2026

Scuola sotto stretta sorveglianza ministeriale. Il caso Emilia-Romagna

In Emilia Romagna continuano le indagini ispettive, la presenza costante e le forme di pressione da parte dell’ufficio scolastico regionale. Una simile solerzia nell’orientare le delibere di collegi docenti e consigli di classe non si era fin qui mai vista in un numero di casi così alto.

Ci preoccupa notevolmente questo clima di caccia alle streghe che vede l’Ufficio di via de’ Castagnoli attivarsi con comunicati pubblici minacciosi dati in pasto ai media con una velocità che mal si abbina a un buon approfondimento, con un piglio investigativo che ha sempre come oggetto il lavoro dei docenti e, strano a dirsi, mai quello dei dirigenti scolastici.

Il recente caso del Liceo Monti di Cesena, verso il quale l’USR comunica di aver avviato indagine ispettiva, è solo l’ultimo episodio di una lunga catena di atti simili, mossi verso i docenti e le docenti delle scuole emiliano romagnole.

Capita che in un solo anno scolastico l’USR Emilia sia intervenuto innumerevoli volte, forse un caso particolarmente interessante sul piano statistico rispetto agli altri uffici scolastici.

A ottobre l’USR Emilia è intervenuto per spingere il dirigente scolastico dell’Istituto Aldrovandi Rubbiani di Bologna a revocare le delibere dei consigli di classe che avevano approvato l’incontro promosso da AssopacePalestina con i Refusenik (studenti israeliani renitenti alla leva militare).

Nella stessa scuola a dicembre l’USR ha spinto il dirigente a revocare la delibera del collegio docenti sul periodo unico di valutazione approvato a inizio anno.

Sempre a dicembre, l’USR è intervenuto sul webinar con Francesca Albanese con quello che, da molti media e sindacati, è stato definito come un nemmeno troppo celato intento di sottoporre a censura le iniziative sulla Palestina.

Il caso dell’istituto Mattei di San Lazzaro ha avuto come esito dell’ispezione: “Nessuna irregolarità nei contenuti”. Il tutto doveva concludersi con un nulla di fatto e delle pubbliche scuse alla docente ingiustamente oggetto di accertamento ispettivo in quanto il webinar era “del tutto coerente con la programmazione di educazione civica della scuola e con la programmazione disciplinare della docente coinvolta”.

E invece la contestazione formale alla docente è ancora in attesa di esito con una nota di carattere procedurale che ha proprio il sapore della ricerca del cavillo che possa fare perdurare per quasi dieci mesi l’attesa come forma di intimidazione esemplare.

Sembra di essere precipitati nell’era del Grande disciplinamento, in cui la libertà di insegnamento dei consigli di classe sul piano didattico-educativo è sempre attenzionata dall’USR in Emilia Romagna.

Ma si tratta sempre, chissà perché, di temi o decisioni che non sono gradite a viale Trastevere.

Anche le recenti “comunicazioni pubbliche” dell’USR Emilia Romagna del 6 e del 12 giugno dovrebbero spingerci tutti, lavoratori e lavoratrici, a interrogarci.

A Modena oggetto dell’indagine è una scuola primaria e dell’infanzia rea di avere organizzato un incontro pubblico a cui era invitato Wael Al Dahdouh giornalista di Al Jazeera testimone del genocidio, nonostante lo sterminio della sua famiglia,  e il suo traduttore.

A Cesena oggetto di indagine ispettiva sono i consigli di classe che hanno assegnato delle tesine per l’esame di Stato, in linea con l’attuale ordinanza ministeriale voluta proprio dal ministro Valditara, per recuperare un sei in condotta attribuito ad alcuni studenti nello scrutinio finale. Oggetto della visita ispettiva che l’USR Emilia Romagna dichiara di avviare sembrerebbe essere la traccia dell’elaborato critico proposto agli studenti.

Ora, ci sembra che in Emilia Romagna stia avvenendo qualcosa di anomalo con questa serie di azioni ispettive e di comunicazioni pubbliche che, anche quando le ispezioni arrivano a un nulla di fatto, sembrano voler continuare solo a tenere in piedi un clima di sospetto, di sfiducia verso il lavoro dei docenti, di terrore e intimidazione.

Qual è il progetto? Si sta cercando di instillare nei docenti la sensazione di essere dipendenti del governo e non della Repubblica italiana antifascista nata dalla Resistenza?  

Ci aspettiamo che il ministro risponda su questa strana anomalia. Come USB rigettiamo questo clima repressivo, abbiamo sempre manifestato massima solidarietà ai docenti e alle docenti colpiti da simili provvedimenti e come sempre siamo pronti a difenderli per contrastare ogni istanza di censura e di intimidazione.

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