Ieri il Parlamento europeo ha approvato con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astenuti l’avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva “Return Regulation” sui rimpatri degli immigrati in Europa. Lo ha fatto con una maggioranza convergente tra conservatori e fascisti. In pratica è l’accoglimento della campagna sulla “Remigrazione” elaborata e agitata dai neofascisti in molti paesi europei.
Il testo infatti è stato votato congiuntamente da Ppe, Ecr, Patrioti e ultradestra, confermando ormai la piena convergenza delle forze reazionarie nelle sedi europee. Hanno votato contro i socialisti, i verdi e la sinistra. In pratica è saltata la cosiddetta “maggioranza Ursula” in cui convivono conservatori e socialisti.
Tutte e tutti coloro che ancora si illudono sul carattere progressivo delle istituzioni europee, hanno ricevuto l’ennesima mattonata in faccia. Come diceva un grande della storia, “Gli stati uniti d’Europa o saranno reazionari o non saranno”, e i fatti si sono incaricati di dargli ragione.
Il testo elaborato dalla destra europea, e di cui uno dei relatori è stato Ciriani di Fratelli d’Italia, estende anche le possibilità di individuare per le espulsioni degli immigrati un “Paese di ritorno”, includendo non solo lo Stato di origine ma anche Paesi terzi. In pratica è il “modello Albania” voluto dal governo Meloni, fino ad oggi contestato in Parlamento e nei tribunali ma che ora ha il via libera a livello del parlamento di Strasburgo e dovrà essere approvato dall’Unione Europea in sede di consiglio.
Peggiorano anche i criteri per le espulsioni degli immigrati rispetto a quella che era l'attuale normativa. Il testo approvato dal Parlamento europeo dà infatti priorità al rimpatrio coercitivo piuttosto che alla partenza volontaria. Non solo. Con il nuovo regolamento europeo ci sarà un aumento del periodo di detenzione per gli immigrati, che può arrivare fino a 24 mesi, con la possibilità di trattenere anche famiglie con bambini e minori ma escludendo i minori non accompagnati.
La profonda regressione economica, sociale, civile e politica dell’Europa vede di nuovo convergere le forze reazionarie – moderate o estremiste che siano – contro i nuovi capri espiatori, in questo caso gli immigrati, mentre le forze “progressiste” ancora si trastullano su un’illusione europeista come “antidoto” ai fantasmi del passato e che invece ha assunto caratteri sempre più regressivi, guerrafondai e reazionari.
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