Nel 2015 il rigassificatore Olt di Livorno peserà sulle tasche dei consumatori quasi il doppio rispetto ai due anni precedenti. L’Autorità per l’energia e il gas ha stimato in 83 milioni di euro il “carico” sulle bollette del gas per il fattore di garanzia –
in pratica una garanzia pubblica sui ricavi – concesso al
terminale livornese destinato a riportare il gas liquido allo stato
gassoso per poi immetterlo nella rete. Si tratta di circa un euro e 60
centesimi in più all’anno per consumatore tipo: per il 2013 e 2014
l’onere è stato 45 milioni.
L’impianto, controllato da Iren ed E.On, è
stato infatti dichiarato dal governo “infrastruttura strategica” e, in
questo modo, ha ottenuto appunto il diritto al “fattore di garanzia”. Cioè gode di una tariffa sicura anche in caso di inattività:
gli eventuali mancati incassi vengono risarciti e il rischio di impresa
si azzera. Il tutto viene finanziato appunto attraverso un aumento
della bolletta del gas. Con la dichiarazione di
strategicità dell’impianto, Olt ha inoltre messo a disposizione il suo
impianto di qualsiasi nave metaniera pronta a scaricare il prodotto.
Questo significa che il terminale può rimanere in funzione anche senza
prenotazioni di carichi da rigassificare. Tutto ciò deve però ancora
essere approvato dalla Commissione europea. Fino ad allora, il
meccanismo non sarà operativo.
Così un gruppo di eurodeputati del Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per sapere come intenda procedere e chiedere l’apertura di un’indagine formale. Già a
novembre alcuni senatori pentastellati avevano
chiesto all’Antitrust italiana l’apertura di un’istruttoria per
verificare eventuali “comportamenti lesivi di diritti ed interessi dei consumatori” e vigilare affinché il fattore di garanzia “non venga impiegato come un aiuto di Stato”.
Perlomeno, ora il rigassificatore non è vuoto: il primo gennaio sono
stati scaricati circa 100mila metri cubi di Gnl. L’operazione fa seguito
alla gara indetta da Olt nell’ambito della procedure per il servizio di
peak shaving, una delle misure di emergenza decise dal governo
per garantire la sicurezza del sistema gas: in caso di necessità il gas
precedentemente scaricato e stoccato nei serbatoi del terminale può essere messo in rete con breve preavviso evitando picchi dei prezzi.
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