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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

13/08/2014

Gaza - Ultimo giorno di tregua, ancora nessun accordo

Ultimo giorno dei tre di cessate il fuoco cominciati alla mezzanotte del 10 agosto. Ultimo giorno di negoziati al Cairo entro il quale i team israeliano e palestinese dovrebbero trovare un accordo per porre fine all’operazione Margine Protettivo contro Gaza.

Contrastanti le voci che escono dall’Egitto: “Ci sono stati progressi, ma non abbastanza per firmare un accordo – ha detto ieri sera uno dei membri della delegazione palestinese – Il dialogo ricomincerà domattina [oggi, mercoledì]”. Una bozza di accordo sembra lontana, le richieste delle due parti incompatibili. E mentre a Gaza la gente tenta di utilizzare il tempo a disposizione per uscire, aprire i negozi, ritirare soldi nelle banche e cercare tra le macerie delle case distrutte qualche effetto personale sopravvissuto alla devastazione, dal Cairo il silenzio è assordante. Da entrambe le parti giungono minacce di lasciare il tavolo e non rinnovare la tregua di altre 72 ore, un’estensione che non porterebbe a nulla se sul tavolo la discussione resta così fragile: “Il negoziato è difficile – ha detto un altro funzionario palestinese – Le distanze sono molto ampie. Non ci sono progressi”.

Entrambi i team, quello israeliano e quello palestinese, restano separati, ognuno in diretto contatto con il mediatore egiziano in stanze diverse, lanciando proposte e controproposte: Hamas e con lui l’intera delegazione palestinese vogliono la fine del blocco di Gaza per fermare il lancio di missili; Israele chiede prima il disarmo e propone un lieve allentamento dell’assedio, con l’allargamento a 19 km delle miglia nautiche utilizzabili dai pescatori e la garanzia di far entrare più camion dentro la Striscia ogni mese. Ieri era stata presentata dall’Egitto una bozza di accordo che non andava però a toccare le questioni chiave e si limitava a prevedere un allentamento del blocco di Gaza.

A far infuriare ulteriormente Tel Aviv è stato ieri l’avvio della commissione d’inchiesta sui crimini commessi durante Margine Protettivo contro i civili gazawi da parte del Consiglio Onu per i Diritti Umani. Ieri il Consiglio ha nominato gli avvocati che indagheranno i crimini israeliani, subito tacciati da Israele di essere prevenuti nei confronti di Tel Aviv, che ha già fatto sapere che non collaborerà con le indagini.

Oltre 70 arresti nei Territori nella notte

Tensione alta anche in Cisgiordania, dove prosegue la campagna anti-Hamas di Israele. Nella notte l’esercito israeliano ha arrestato 12 persone in Cisgiordania e 57 a Gerusalemme, tra loro alcuni sospetti membri del movimento islamico.

Fonte aggiornata

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