Questo tipo d'informazione è meno facile della semplice propaganda, ma costringe anche l’avversario a prenderti sul serio.
E’ il caso dell’articolo da noi pubblicato sulla provenienza degli abiti che vengono venduti in H&M, multinazionale svedese della moda pronta. Un articolo peraltro non prodotto dalla nostra redazione, che è invece stata felice di riprendere l’appello della Campagna Abiti Puliti, un’associazione internazionale che denuncia con forza lo sfruttamento del lavoro – anche minorile – in tante “maquilladoras” dei paesi più arretrati.
L’ufficio stampa italiano della multinazionale ci ha scritto quanto segue:
Abbiamo visto il vostro articolo in merito al nostro impegno verso i salari equi dei nostri fornitori, che riportiamo qui di seguito:Lungi da rappresentare una smentita di quanto abbiamo riportato, insomma, la multinazionale ammette che almeno metà della merce venduta è di provenienza “macchiata di sangue”, ossia prodotta in condizioni che non rispettano neanche gli standard etico-sindacali fissati da H&M (i nostri sarebbero probabilmente assai più stringenti, ma non è questo il punto, al momento).
http://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/2018/05/08/hm-rispetti-limpegno-a-pagare-salari-dignitosi-0103707
ci teniamo a fornirvi la nostra posizione in merito:
La nostra visione a lungo termine è – ed è sempre stata – che tutti i lavoratori dell’industria tessile debbano avere un salario grazie a cui potersi mantenere. Questo è molto importante per noi. Nonostante non siamo in grado di decidere direttamente quanto i lavoratori debbano essere pagati, possiamo sostenere le basi per un salario equo, ed è su questo che si concentra il nostro lavoro. Il nostro obiettivo per la fine del 2018, con i fornitori con cui collaboriamo maggiormente attraverso partnership a lungo termine (che rappresentano il 50% del nostro volume di prodotti), è di avere dei rappresentanti dei lavoratori democraticamente eletti nei posti di lavoro, nonché sistemi salariali stabili e trasparenti che garantiscano salari in base alle capacità, all’esperienza, alle prestazioni e alle responsabilità del lavoratore. Inoltre, i lavoratori dovrebbero essere consapevoli dei loro diritti e doveri. Le dimensioni e la portata delle nostre ambizioni sono le stesse del 2013 quando abbiamo lanciato la strategia e siamo fiduciosi che raggiungeremo il nostro goal. Poiché questo obiettivo è solo una pietra miliare in questo percorso verso salari equi, il nostro lavoro continuerà anche dopo il 2018.
Attendiamo un vostro riscontro e vi auguriamo una buona giornata.
H&M Press Office
Prendiamo atto della “buona volontà” di ridurre questa percentuale, anche se sappiamo bene quanto l’ansia di profitto soffochi ogni slancio morale. Quando H&M e le altre multinazionali dell’abbigliamento (o del tessile in generale) raggiungeranno l’obiettivo del 100% di “produzione pulita” non ci sarà forse più bisogno di pubbliche denunce come quella da noi pubblicata.
Fonte
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