In un video pubblicato ieri sui social del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e dell’Unione Sindacale di Base (che ha lanciato una raccolta fondi per farmaci essenziali), i portuali di Genova hanno annunciato che saranno presenti sulla flotta di navi che prenderà parte al Nuestra América Convoy, la missione che sta venendo organizzata per rompere l’assedio statunitense a Cuba.
Come il Collettivo era stato presente sulla Global Sumud Flotilla, e come quella iniziativa era pensata non solo per portare aiuti umanitari, ma anche e soprattutto come azione politica per rompere il blocco criminale degli imperialisti a un popolo in lotta, anche in questo caso il Convoy si presenta con un fine politico: difendere l’autodeterminazione del popolo cubano contro le ingerenze imperialiste.
Questo è il messaggio che è stato ribadito anche da Thiago Ávila, anch’egli presente sulla Sumud Flotilla e tra gli organizzatori del Convoy. “Da Gaza all’Avana – ha scritto sui suoi social – la lotta è una sola: contro l’imperialismo e il sionismo, e per la dignità dei popoli liberi del mondo. Siamo nel mezzo della più grande battaglia della nostra generazione e dobbiamo affrontare le strutture di oppressione ovunque si manifestino”.
Come ha ricordato sempre Thiago, si prevede che il Convoy dovrebbe arrivare nella capitale cubana il 21 marzo, raggiungendo l’isola con ogni mezzo di trasporto. Sin dal lancio dell’iniziativa, il supporto è aumentato e si è allargato in vari paesi del mondo, dove sono state organizzate raccolte fondi, medicinali e di pannelli fotovoltaici per alleviare lo strozzamento energetico di Cuba.
L’aggressività statunitense va inoltre aumentando in questi giorni, dopo il tentativo di infiltrazione terroristica di fine febbraio. “Cuba è la prossima”, ha detto il senatore Lindsey Graham a Fox News, poco dopo l’inizio dei raid congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo stesso Trump, in un’intervista telefonica alla CNN, ha detto che il governo socialista “sta per cadere”, più come minaccia e auspicio che come dato di realtà.
Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che valuterà licenze per aziende statunitensi (e potenzialmente di paesi terzi) per la vendita di greggio venezuelano a Cuba. Tuttavia, il Dipartimento del Commercio ha imposto un paletto ferreo: il petrolio può essere venduto esclusivamente a privati cubani per attività economiche o fini familiari. È fatto divieto assoluto di fornire carburante alle autorità politiche, alle Forze Armate o a strutture riconducibili allo Stato.
L’obiettivo è chiaro: scavalcare L’Avana, usare le esigenze del popolo cubano come leva contro il governo, favorire lo sviluppo di un mercato nero che destabilizzi il socialismo cubano. Ma il pericolo principale viene in questo momento dai tribunali della Florida. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, FBI, DEA e Dipartimento del Tesoro stanno raccogliendo prove per istruire procedimenti penali contro i leader del Partito Comunista Cubano.
Le accuse spaziano dal traffico di droga alle violazioni delle sanzioni e alle infrazioni in materia di immigrazione. Si tratta, insomma, della strategia già usata per il sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della Prima Combattente Cilia Flores, e ciò deve mettere in allerta tutti i solidali con la rivoluzione cubana.
Manca ancora una decina di giorni all’arrivo del Convoy a Cuba, che rappresenta un’importante azione di sostegno a Cuba. Ma solo una mobilitazione larga può creare le condizioni per impedire ulteriori aggressioni imperialiste in America Latina. Non a caso, nel loro video i portuali si dicono pronti a “Bloccare Tutto”, ancora una volta.
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