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14/03/2026

L’Italia condannata in Europa per le troppe limitazioni al diritto di sciopero

Il CEDS, ovvero il Comitato europeo dei Diritti Sociali, organo del Consiglio d’Europa, ha dato ragione a USB che nel 2022 aveva presentato un articolato ricorso – con l’assistenza del professore Giovanni Orlandini docente di Diritto del Lavoro Università di Siena e degli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo – sulla legge 146/ 90 e successive modifiche e sull’operato della Commissione di Garanzia sul diritto di Sciopero denunciando violazioni della Carta Sociale Europea.

In particolare il CEDS si è espresso, censurandole, contro ben quattro serissime violazioni del diritto di sciopero in Italia da anni denunciate dall’USB:
1) l’impropria estensione della qualifica di “servizi essenziali” a settori lavorativi che non ne erogano;
2) l’introduzione dell’obbligo di indicare con largo anticipo la durata dello sciopero e la sua conclusione. Secondo il CEDS, questo dovere imposto ai sindacati riduce l’efficacia della mobilitazione, perché dà tempo e modo alla controparte di organizzarsi per minimizzare il disagio. In Italia gli scioperi durano massimo un giorno, ma spesso sono solo per otto ore o addirittura solo quattro. In questo modo, la controparte non subisce alcuna pressione;
3) La cosiddetta “rarefazione oggettiva” tra uno sciopero e l’altro e l'individuazione di periodi di esclusione dallo sciopero;
4) l’imposizione di periodi nei quali è vietato proclamare scioperi, le cosiddette franchigie. In Italia sono stati imposti a ridosso di vacanze, feste religiose, grandi eventi.

Vengono così demoliti tre pilastri della legge 146 che hanno fortemente indebolito il diritto di sciopero negli ultimi trentacinque anni anche con il consenso di CGIL, CISL e UIL. Viene di fatto censurato anche l’operato della Commissione di Garanzia che, sostituendosi al Parlamento, ha inasprito ulteriormente le restrizioni previste dalla legge e persegue tuttora l’obiettivo di allargare oltre misura la sua sfera di applicazione anche a settori lavorativi finora rimasti esclusi.

Secondo le norme che regolano i rapporti tra Governi e Consiglio d’Europa ora il Governo italiano è tenuto a intervenire immediatamente per eliminare le restrizioni al diritto di sciopero censurate dal CEDS.

Questa indubbia vittoria di USB consentirà di dare ancora più forza alle lotte nei luoghi di lavoro e alle mobilitazioni contro la guerra e i decreti sicurezza con cui si cerca di mettere ulteriori bavagli al movimento dei lavoratori.

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