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09/06/2026

Il Perù prova a cambiare pagina. In testa il candidato della sinistra

L’Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali del Perù ha continuato ad aggiornare i risultati preliminari del secondo turno delle elezioni presidenziali. Secondo il sito web dell’autorità, il candidato presidenziale di sinistra Roberto Sanchez era in vantaggio rispetto alla candidata della destra Keiko Fujimori quando erano stati conteggiati il 94,717% dei registri elettorali.

Secondo i dati forniti dall’ONPE, il candidato di Juntos por el Perú ha ottenuto il 50,079% dei voti (8.851.941) rispetto al 49,921% della figlia del dittatore Alberto Fujimori, rappresentante di Fuerza Popular (8.824.034 voti), sostenuta da Trump e dai trumpiani del continente.

La differenza tra i due è stata di 27.907 voti. Il risultato del conteggio rimane molto equilibrato, ma conferma la tendenza prevista secondo cui lo scrutinio dei voti dalle aree rurali favorisce Sánchez, che ha più sostegno nel Perù profondo. Mercoledì prossimo si concluderà l’arrivo a Lima dei registri di voto dei peruviani all’estero, che corrispondono a 2.506 seggi installati in 73 paesi.

In un paese spaccato in due, nei quartieri residenziali di Lima, la candidata di destra, Keiko Fujimori, vince con un ampio margine, mentre il candidato della sinistra Roberto Sanchez vince nelle aree andine dove ha un ampio vantaggio, riducendo quella distanza nelle zone popolari della capitale.

Il candidato di Juntos por el Perú, Sanchez, ottiene una maggiore preferenza nelle macroregioni centrali (51,5%), meridionali (75%) ed orientali (57,4%) del paese. A Lima, Sánchez ha ottenuto il 36,4%, una cifra molto superiore al 3% ottenuto al primo turno. Fujimori, invece, ha il 60,5% sulla costa, il 29,8% in montagna e il 41,4% nella zone della selva.

La spina dorsale del progetto di Sanchez consiste nel trasformare un’economia estrattiva e diseguale in una economia produttiva e sovrana, decentralizzare il potere verso i territori, costruire uno stato plurinazionale che riconosca i popoli nativi e affrontare l’eredità del conflitto armato interno degli anni Ottanta e Novanta.

Il candidato presidenziale di Juntos por el Perú (JPP), Roberto Sánchez, ha seguito la diffusione dei primi risultati del secondo turno elettorale dal carcere di Barbadillo, dove si era recato prima che i risultati elettorali fossero noti, per incontrarsi con l’ex presidente Pedro Castillo, deposto da un colpo di stato nel dicembre del 2022.

La visita in carcere si è svolta circa dieci minuti prima della pubblicazione dei sondaggi.

Significativamente, il candidato della sinistra Roberto Sánchez era arrivato al carcere per conoscere i risultati insieme all’ex presidente, con cui mantiene un stretto rapporto politico.

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